Stop alla carne di cavallo. Proposta sotto la lente: "Divieti rigidi per i clienti" |
Da sinistra Natale Casalboni di Cesena Carni e Roberto Valzania di Federcarni
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Stop alla carne di cavallo. La proposta di legge dell’onorevole Michela Vittoria Brambilla (presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente) divide, e sfida le filiere. "Con la mia proposta di legge – dice l’onorevole – si stabilisce una volta per tutte che gli equidi non sono animali da reddito, ma d’affezione. I cavalli sono nostri amici e gli amici non si mangiano, né si sfruttano. Basta palii, manifestazioni, corse clandestine, macellazione e l’utilizzo a scopo alimentare".
I primi a rompere gli indugi a Cesena sono macellai e somministratori, che prendono parola, con qualche attacco e molte reazioni. "Siamo un popolo di carnivori, è giusto che la carne si mangi – dice Natale Casalboni titolare della macelleria ‘Cesena Carni’ -. L’equino è sempre stato un animale da carne fin dai tempi dei Romani. La carne equina è una carne buonissima, un po’ dolciastra, e mangiarla una volta alla settimana fa bene. È molto ricca di ferro e la consigliano anche ai bambini e alle donne in gravidanza. Io la compro su ordinazione, è una carne di qualità, e non sono molti i clienti che la richiedono. Se si vuole bene agli animali, allora perché non bandire i conigli o i volatili? Se andiamo avanti così diventeremo tutti vegetariani".
Alessandro Buttarelli, titolare di ‘Mastro Birraio’ Steak House di Cesena somministra carne di cavallo nel suo locale da alcuni mesi. "Ho letto la proposta di legge dell’onorevole Brambilla – dice Buttarelli – e credo che un’animalista convinta come lei, per alcune cose, possa avere ragione a livello etico. Ma penso che la proposta, così come formulata, sia un gran calderone. Far diventare il cavallo un animale da compagnia mi sembra un po’ troppo. C’è chi si affeziona all’agnello, e in quel caso cosa fai? Elimini dal mercato anche la carne di agnello? Non dimentichiamoci che nella catena alimentare noi umani siamo carnivori. Credo, piuttosto, che si debba fare una distinzione tra gli allevamenti intensivi e quei piccoli allevamenti dove trattano gli animali in modo diverso. Noi ordiniamo la carne equina da piccoli fornitori italiani. L’abbiamo proposta nel nostro locale, e dato che c’è tanta richiesta l’abbiamo inserita nel menù. È una carne ricca di vitamine, ferro, molto magra. Molti clienti la richiedono". Anche il presidente di Federcarni Confcommercio Cesena prende una posizione in merito, proponendo di lasciare libero il consumatore, senza porre divieti rigidi per tutti. "E’ un argomento delicato – dice Roberto Valzania, presidente di Federcarni Cesena -. La mia idea è di lasciare liberi imprenditori e consumatori di poter proporre e acquistare carne equina. Nella mia macelleria ho fatto la scelta di non venderla, ma è una scelta personale. C’è un comparto che deve essere ben regolamentato, ma mettere un divieto così netto mi sembra eccessivo. Sicuramente bisogna regolamentare meglio la sorte degli animali a fine carriera che vanno alla macellazione. La carne equina può essere equiparata all’agnello, o ai coniglietti, lascerei quindi la scelta al consumatore".
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