Palazzo Malatestiano, il Comune alla Fondazione: "Cedeteci gli uffici"

Ignazio Pucci, dirigente Cultura

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"La riqualificazione di Palazzo Zagarelli Borgogelli Avveduti potrebbe essere l’occasione per la Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, che n’è proprietaria, di trasferire lì i propri uffici e mettere a disposizione del Comune l’attuale sede del palazzo Malatestiano di via Montevecchio". A lanciare la proposta è Ignazio Pucci dirigente comunale dell’ufficio Cultura e Turismo. "Questa soluzione permetterebbe all’Amministrazione comunale di creare un polo museale ampio e omogeneo – spiega Pucci – sarebbe un progetto unico e bellissimo".

La soluzione del dirigente Pucci consentirebbe dopo secoli di riunificare, almeno in parte, quella che è stata la dimora dei Malatesta, signori di Fano dal 1357 al 1463. Dopo aver rischiato la completa demolizione, alla fine dell’800 l’ala settentrionale dell’edificio fu trasformata in Museo civico e Pinacoteca, spazi arrivati fino ad oggi con pochi cambiamenti. Invece le "antiche case malatestiane" (la parte più antica del palazzo) furono acquistate nel 1930 dall’allora Cassa di Risparmio di Fano. Dal 1992, anno della sua istituzione, la Fondazione Carifano occupa il primo piano del complesso architettonico della Corte Malatestiana, che guarda su via Montevecchio, dove si trova il prestigioso ingresso, su via Malatesta e sulla corte interna, attraverso una magnifica vetrata. "Una disponibilità di spazi che permetterebbe al Comune di esporre – aggiunge Pucci – le tante opere attualmente non visibili al pubblico perchè conservate nei depositi e magari di trasformare l’attuale grande sala delle riunioni della Fondazione in uno spazio suggestivo dedicato alla memoria della Signoria e in particolare di Pandolfo III Malatesta".

Del signore di Fano la città conserva la sua tomba nella chiesa di San Francesco e, esposto nella Pinacoteca, il farsetto in velluto di seta che Pandolfo indossava quando nel 1995 la tomba fu aperta per restauri e con sorpresa si scoprì il suo corpo mummificato. "Per Fano Pandolfo III personaggio – fa notare Pucci – è sempre stato un personaggio identitario". Secondo Pucci, la possibilità per Fano di riappropriarsi di parte del palazzo Malatestiano (il piano terra è ancora sede bancaria) sarebbe una occasione unica per valorizzare la Fano medievale e per dare maggiore forza all’offerta cultura cittadina. Fano, infatti, ha origini romane, in piazza Costa recentemente sono stati ritrovati i resti della Basilica di Vitruvio, padre dell’architettura occidentale, ma ha anche un forte legame con la signoria dei Malatesta durante la quale visse un periodo di significativo sviluppo artistico e culturale.

"Unificando le diverse parti del palazzo Malatestiano – conclude Pucci – potremmo valorizzare le opere di diverse epoche storiche avendo a disposizione lo spazio sufficiente per esporle e per creare un percorso logico. Credo che sia il momento giusto per aprire un momento di confronto e riflessione". C’è da capire se la Fondazione, che ha già deciso di trasformare palazzo Zagarelli Borgelli Avveduti in un museo (sarà pronto tra un anno e mezzo) ritenga opportuno rimettere in discussione i suoi progetti per aprire un confronto con l’Amministrazione.

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