Impianto d’accumulo, il Comune perde il ricorso |
Non si ferma l’impianto di accumulo energetico da 175 MW di Carrara. Il Comune di Fano ha perso il ricorso al Tar Lazio promosso, in accordo con il comitato di Carrara, nel tentativo di bloccare l’insediamento dell’impianto nell’area adiacente alla centrale elettrica. A carico dell’amministrazione comunale anche le spese legali quantificate in circa 2000 euro. L’estremo tentativo di fermare la società Bess, già in possesso dell’ autorizzazione dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, non è andato a buon fine. I pareri negativi degli uffici comunali (urbanistica e ambiente) e quello contrario espresso dal consiglio comunale, con una specifica delibera, non hanno avuto alcun peso nelle considerazioni del Tar.
Anzi il Tribunale amministrativo ha fatto notare come "le controdeduzioni presentate dalla società siano state valutate dal Ministero sufficienti a rispondere ai rilievi critici formulati dal Comune sul progetto". "E anche in merito al ricorso – fa notare il vice sindaco e assessore all’Urbanistica Loretta Manocchi – Il Tribunale non ha rilevato le criticità urbanistiche e paesaggistiche da noi sollevate, facendo riferimento a quanto sostenuto dalla società e cioè che l’impianto si inserisce in un’area dedicata all’attività estrattiva e che già ospita il fotovoltaico". Alla società viene, comunque, data l’indicazione di "ripristinare l’area al momento della dismissione l’impianto". A questo punto l’amministrazione comunale non può che limitarsi, fa notare Manocchi, "alla massima vigilanza sulla costruzione e gestione dell’impianto a tutela dei residenti". Aggiunge il vicesindaco: "Cercheremo di riprendere il confronto con l’azienda e di valutare la richiesta di eventuali azioni compensative".
Prima della decisione del Comune di ricorrere al Tar, la società si era resa disponibile ad investire su Carrara 700 mila euro in opere pubbliche e in alternativa aveva offerto ai residenti la possibilità di usufruire, attraverso la costituzione di una Cer (Comunità energetica rinnovabile), di un risparmio in bollette di 195mila euro per i prossimi vent’anni e di disporre di 65 mila euro da investire in eventi. Compensazioni che il comitato cittadino aveva deciso di rifiutare convinto che la strada da seguire fosse quella del ricorso al Tar.
Rimane il fatto che Carrara è ormai diventato un polo di attrazione energetico sia per la presenza della centrale elettrica sia per l’ulteriore investimento di Terna che ha individuato in quel quartiere il punto terminale di Adriatic link, l’elettrodotto sottomarino che collega Marche e Abruzzo, prevedendo anche la costruzione di una stazione di conversione. Adriatic link è una infrastruttura energetica considerata strategica a livello nazionale e, per il suo impatto sul territorio, ha permesso a Carrara, come previsto per legge, di ottenere circa 12 milioni di euro di opere pubbliche compensative.