C’è San Pietro in Valle nell’uovo di Pasqua |
Per le feste il Comune riaprirà la chiesa grazie a una rete ’olimpica’ per ammirare gli stucchi proteggendosi dalla caduta di frammenti
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Una rete bianca a maglie larghe lungo il cornicione interno a San Pietro in Valle: è la soluzione individuata da Soprintendenza e Comune per aprire al pubblico, da Pasqua, in maniera permanente la preziosa chiesa barocca che nel 2025, solo nei weekend, ha registrato 11mila visitatori. "Sistemiamo gli stucchi – spiega il sindaco Luca Serfilippi – e grazie alla rete (la stessa usata durante le Olimpiadi) mettiamo la chiesa in totale sicurezza: saranno protetti navata, transetto e abside. La rete è tale da garantire trasparenza e non limitare la visuale degli stucchi e la bellezza dell’edificio".
Serfilippi chiarisce che l’Amministrazione "al momento non ha i 3 milioni di euro che sarebbero necessari per la sua completa riqualificazione. Né possiamo contare sulle risorse ministeriali, a poco è servito mostrare San Pietro in Valle al ministro Alessandro Giuli". La giunta Serfilippi, fin dal suo insediamento, ha aperto la chiesa nelle giornata di sabato e domenica, ma l’ingresso finora era contingentato e limitato al corridoio centrale proprio per il timore di eventuali distacchi degli stucchi. Nel resto della settimana l’interno era comunque visibile dalla strada, attraverso il cancello, installato sempre da questa giunta. Ora si fa un ulteriore passo avanti con la soluzione della rete sospesa che permetterà a San Pietro in Valle di accogliere eventi, mostre e conferenze.
Per contrastare l’umidità che affligge la chiesa barocca l’amministrazione ha anche deciso di dotare tutte le finestre di apertura automatica che, insieme al portone sempre aperto, grazie al cancello, dovrebbe garantire una maggiore circolazione d’aria. "A Pasqua avremo San Pietro in Valle aperta – assicura l’assessore ai Lavori pubblici, Gianluca Ilari – l’importo dei lavori che dureranno circa due settimane è di 30mila euro". "Un grande risultato – aggiunge l’assessore alla Cultura, Lucia Tarsi – per l’importanza che questa chiesa ha per la città, i fanesi la amano. Inoltre potrà diventare un altro spazio per incontri ed eventi. Con il tempo cercheremo di riportare al suo interno almeno le copie dei quadri ospitati originariamente".
"Con poco – ribadisce il primo cittadino – siamo riusciti ad ottenere un grande risultato. La rete è una soluzione momentanea che ci permetterà di tenere aperto e di utilizzare uno dei monumenti più belli che abbiamo. Se con la circolazione dell’aria si risolverà almeno in parte il problema dell’umidità potremmo pensare di posizionare le copie, se non gli originali, dei quadri che la ornavano. Potremo pensare utilizzare l’Ars Bonus per coinvolgere i privati nella riqualificazione delle singole cappelle, un tempo realizzate e sostenute dalle famiglie fanesi".
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