“Villa Mussolini non cambierà nome”, la sindaca di Riccione chiude il caso |
La sindaca Daniela Angelini davanti a Villa Mussolini. A sinistra, Roberto Malini, Copresidente dell’associazione EveryOne Group
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Riccione, 24 marzo 2026 – “Confermo il pieno e assoluto impegno antifascista della città" premette la sindaca Daniela Angelini, ma "Il cambio di denominazione di Villa Mussolini non è all’ordine del giorno". Il nome della villa non si tocca e rimane Mussolini, almeno fino a quando in municipio siederà Daniela Angelini. Il ritorno al nome precedente dell’immobile, ovvero Margherita, prima che negli anni ’30 del Novecento la famiglia Mussolini scegliesse quell’immobile come residenza estiva per le vacanze, è argomento che ciclicamente torna d’attualità. Lo è ancor più oggi dopo che il Comune ha acquistato l’immobile dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini per un valore economico di un milione e 206mila euro, corredato da un dettagliato progetto artistico e culturale.
La risposta allo storico e le scelte dell'Amministrazione
Il primo a rianimare la diatriba sul cambio di nome è stato Roberto Malini, Copresidente dell’associazione EveryOne Group, nonché storico, poeta e difensore dei diritti umani. "Il contributo di ricercatori e difensori dei diritti umani come lei è sempre uno stimolo prezioso per la nostra comunità – ha scritto la sindaca a Malini –. Condivido il principio secondo cui i luoghi custodiscono responsabilità. Proprio per questo, pur partendo dal presupposto che nella vita la saggezza risieda anche nella capacità di evolvere le proprie convinzioni e che nessun percorso di riflessione possa dirsi mai definitivamente concluso, desidero confermare che il cambio di denominazione della Villa non è all’ordine del giorno di questa amministrazione comunale". Angelini mette le mani avanti anticipando eventuali prese d posizione interne alla coalizione dove convivono diverse anime e sul nome di Villa Mussolini i pareri sono diversi. "Riccione ha scelto di vivere ed evolvere la memoria storica e non di cancellarla, negandola – spiega –. La nostra Amministrazione ha già dato prova di estrema coerenza, lasciando ben pochi margini ad equivoci: nel maggio 2025, il Consiglio comunale ha approvato la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e ad Aldo Oviglio. Un atto volto a restituire dignità a un riconoscimento che deve appartenere solo a chi si è distinto per valori umanitari e democratici, sancendo l’incompatibilità tra la nostra città e chi ha firmato le leggi razziali e soppresso le libertà".
La storia dell'edificio e il rischio nostalgici
Ma quell’atto non va considerato come un invito a procedere con la revisione del nome della villa. "Le ricerche documentali confermano che Villa Mussolini non è mai stata Villa Margherita - sottolinea la sindaca –. Quest’ultima era la 'Pensione Margherita', un edificio differente situato al civico 36 di viale Vittorio Emanuele III (oggi viale Milano) e demolito nel 1940. La Villa di cui discutiamo, nata come Villa Beccadelli e poi nota come Villa Monti e Villa Lilia, ha una storia catastale distinta. Abbiamo già trasformato questo immobile in un luogo di cultura e di libertà, celebrando simboli universali come Frida Kahlo e sottraendolo definitivamente a qualsiasi ambiguità. Con l’acquisizione della Villa abbiamo confermato che tale deve restare. Siamo inoltre convinti che cambiare il nome oggi potrebbe produrre il pericoloso effetto di trasformare la Villa in un luogo per nostalgici, cosa che non è mai stata e che questa Amministrazione non permetterà mai che diventi".
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