Ancona Capitale della Cultura: un museo da Oscar per il futuro
La Mole Vanvitelliana dove verrà realizzato il museo della Civiltà del mare
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Ancona, 19 marzo 2026 – È Ancona la Capitale italiana della Cultura 2028. A proclamarla è stato il Ministro della cultura Alessandro Giuli, nel corso della cerimonia che si è svolta ieri a Roma, nella Sala Spadolini del Ministero, alla presenza della giuria presieduta da Davide Maria Desario e composta da Luca Galassi, Vincenzo Trione, Luisa Piacentini, Vicky Diquattro, Davide Rossi e Stefano Baia Curioni. Presenti anche i rappresentanti delle dieci città finaliste che erano, oltre ad Ancona con il dossier Ancona. Questo adesso, Anagni (Fr) con il dossier Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce; Catania con il dossier Catania continua; Colle Val d’Elsa (Si) con il dossier Colle28. Per tutti, dappertutto; Forlì con il dossier I sentieri della bellezza; Gravina in Puglia (Ba) con il dossier Radici al futuro; Massa con il dossier La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia; Mirabella Eclano (AV) con il dossier L’Appia dei popoli; Sarzana (SP) con il dossier L’impavida. Sarzana crocevia del futuro; Tarquinia (VT) con il dossier La cultura è volo. Alla città vincitrice viene assegnato un contributo di un milione di euro, per attuare il programma culturale presentato nel dossier di candidatura.
Il grande museo della Civiltà del mare
C’è un progetto che ben simboleggia il dossier con cui Ancona ha vinto il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028: è il grande museo della Civiltà del mare che verrà realizzato alla Mole Vanvitelliana (suggestivo pentagono sull’acqua) sotto la direzione artistica del tre volte Premio Oscar, Dante Ferretti, testimonial d’eccezione di questa candidatura. E ben lo simboleggia perché nei suoi 2400 anni di storia è impensabile staccare la città dal suo porto, dal suo mare, leva su cui ha voluto puntare l’intero dossier. Perché il porto, da sempre, non è solo luogo logistico o commerciale, ma anche spazio culturale, artistico e sociale con il suo patrimonio archeologico di immenso valore e oggi pronto a essere valorizzato: dall’Arco di Traiano con i resti del suo porto antico all’appena riaperto Anfiteatro romano.
Dante Ferretti: “Ancona è nel mio cuore”
E qui ci aiuta ancora Dante Ferretti: “Ancona è nel mio cuore: qui è nata la mia carriera con i primi film e l’ispirazione per Fellini in E la nave va. Questa vittoria è una grande occasione: la città ha nel mare, nella storia e nella luce un’energia creativa unica. Sarò testimonial della sua bellezza, trasformando il patrimonio adriatico in narrazione cinematografica universale”. Già, perché Ancona è città dell’Adriatico e ha storicamente un ruolo di ponte tra territori e culture, punto di connessione tra Italia, Europa e Mediterraneo, storica Porta d’Oriente che oggi si ritrova in mano l’occasione unica di ridisegnare il suo futuro. Ne è consapevole il sindaco Daniele Silvetti che parlando di “giornata storica” mette sul piatto un piano da 50 milioni di euro “in termini di infrastrutture e di attività di investimento”.
Un programma di 60 pagine diviso in 4 macroaree
Il titolo del dossier, Ancona. Questo adesso, è ispirato alle parole del poeta locale Francesco Scarabicchi e consiste in un programma di 60 pagine diviso in quattro macroaree, ciascuna delle quali contrassegnata da un avatar in funzione di nume tutelare, cui si aggiunge quello di Venere cui era dedicato anticamente il Duomo, e che individua nella città l’epicentro culturale ed economico dell’Adriatico e il crocevia di percorsi verso Oriente.
‘Questo mare’ sotto il segno di Luigi Vanvitelli
La prima macroarea, sotto il segno di Luigi Vanvitelli, s’intitola Questo mare e si propone come laboratorio di un nuovo rapporto tra infrastrutture e comunità, ma anche come spazio culturale, artistico e sociale a partire dalla Mole Vanvitelliana. La seconda, che prende il nome di Via Maestra, sotto l’egida del viaggiatore e padre dell’archeologia moderna Ciriaco Pizzecolli, richiama invece attraverso un percorso nel centro storico il recupero monumentale di tutti gli spazi culturali: dalla Pinacoteca, al Museo archeologico nazionale, alla Biblioteca, come altrettanti nodi di una rete condivisa per mostre, convegni ed eventi. La terza, Adesso parco sotto il segno dell’eroina Stamira che salvò la città durante l’assedio di Federico Barbarossa nel 1173, riguarda invece il Parco urbano del Cardeto e quello regionale del Conero in cammino per diventare parco nazionale. Infine, sotto la protezione del grande tenore originario di Ancona Franco Corelli, c’è la macroarea Mare culturale, che intende raccogliere i progetti digitali e i nuovi linguaggi delle giovani generazioni.
Una sfida senza precedenti
Ecco, qui finisce la teoria: adesso tutto questo va messo a terra in una sfida senza precedenti per la città che ha vinto non solo per “l’eccellente” dossier, ma anche perché mai come in questa occasione è riuscita a fare squadra riunendo sotto la stessa bandiera istituzioni, enti, associazioni e imprese dimenticando per una volta, almeno per una volta, la sua dannata abitudine di dividersi e correre contro. A proposito, ora questa squadra ha l’occasione di allargarsi aprendosi a tutte le Marche e trainando l’intero territorio. Chissà allora se questo titolo di Capitale della Cultura riuscirà nel miracolo di unificare l’unica regione col nome declinato al plurale e terra di mille campanili.
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