ItaliaMeteo lascia Bologna. “Le proteste? Lì non funzionava” |
Dal primo gennaio Fabio Ciciliano è Commissario straordinario di ItaliaMeteo; ItaliaMeteo è stata istituita nel 2018 ed è pienamente operativa dal 2021
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Bologna, 11 marzo 2026 – “Proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo pubblicato sul portale InPa 12 nuovi bandi per ItaliaMeteo, con profili senior e junior. Un modo per far crescere la struttura, che è un obiettivo da raggiungere. E, se vuole, anche il personale attualmente al lavoro a Bologna può partecipare. Ovviamente con sede di lavoro a Roma”. Così Fabio Ciciliano, capo della Protezione civile, prova a chiudere la vicenda del trasferimento dell’Agenzia ItaliaMeteo da Bologna a Roma, disposta dalla legge di bilancio 2026.
Lunedì si chiude i battenti, 25 persone trasferite
Il trasferimento – in tutto si tratta di 25 persone, tra dipendenti di altri enti, consulenti esterni e lavoratori somministrati – ha causato l’alzata di scudi degli enti locali, a partire dalla Regione guidata da Michele de Pascale, che teme un depauperamento del Tecnopolo, struttura in cui ha sede l’Agenzia. La quale, lunedì, chiuderà i battenti. Un braccio di ferro che va avanti da giorni ma su cui, per ora, il governo non sembra intenzionato a trattare.
L’Agenzia dal 2017 non è cresciuta
Il punto, per Ciciliano, è che dall’anno della fondazione, il 2017, l’Agenzia non è cresciuta. “Pensi che non ha avuto nemmeno un dipendente diretto, la maggior parte sono lavoratori che sono ’in prestito’ a percentuale di tempo dalle strutture di appartenenza (soprattutto Arpae regionali, ndr), una formula tra l’altro più che anomala”. Una condizione che, continua Ciciliano, “non dà continuità lavorativa. Questi funzionari non sai quando trovarli, non hanno telefono di servizio, diventa difficile contattarli...”.
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“Il trasloco non danneggia certo il rapporto con il Centro meteo europeo"
L’avvicinamento a Roma, dunque, è stato disposto dalla Finanziaria (“legge alla quale ho ottemperato, come è giusto che sia, onestamente non vedo l’eccezionalità della cosa”) con l’obiettivo “di una maggiore efficienza e di una crescita costante. Il trasloco non danneggia certo il rapporto con il Centro meteo europeo che è sotto le Due Torri, oggi le informazioni e i bollettini viaggiano su dati, non ci portiamo le fotografie da una stanza all’altra”. Per quanto riguarda i lavoratori, oltre alla novità dei bandi appena lanciati (“I profili senior sono da 50mila euro lordi annui, contro i 40mila attuali”), ai sette addetti somministrati “che hanno un contratto fino a fine anno, è stato offerto anche di coprire le spese di trasferimento”, precisa Ciciliano.
La protesta dei lavoratori davanti al Tecnopolo
Eppure, in mattinata, è andata in scena la protesta dei lavoratori coinvolti dal trasloco, che si sono ritrovati davanti al Tecnopolo. Bandiere in mano, hanno voluto esprimere la loro contrarietà perché questo è “un trasferimento che per tanti risulterà impossibile, una scelta del governo che va a svantaggio dell’interesse nazionale”, dicono in coro. Oggi, alle 10, faranno lo stesso davanti al Prefetto, Enrico Ricci. E venerdì la vertenza proseguirà in Regione, che ha appena aperto un tavolo di crisi sulla questione. Con loro, la Cgil e i partiti di centrosinistra, a partire da esponenti di Pd (il deputato De Maria ha avviato un’iniziativa parlamentare) e di Coalizione civica e Avs.
De Pascale: “Il governo non ci ha ancora spiegato il perché di questa scelta”
Visti i tempi ristretti, anche le principali istituzioni si sono fatte sentire. Michele de Pascale ha intensificato il pressing sul governo: dopo la lettera dei giorni scorsi, rimasta ancora senza risposta, chiede all’Esecutivo di sedersi a un tavolo. “Il governo non ci ha ancora spiegato il perché di questa scelta, che temiamo non sia quella di trasferire, ma di chiudere ItaliaMeteo”. Secondo il presidente, infatti, “così si smembra completamente il team tecnico che lavora a Bologna e, alla fine, si priva l’Italia di un’agenzia meteo civile, che che aveva colmato un vuoto molto importante”. Ribadisce la contrarietà anche Matteo Lepore, sindaco di Bologna: “Spostare a Roma la sede di ItaliaMeteo non è solo un colpo al nostro territorio, che su quel Centro conta come un elemento significativo dell’ecosistema di innovazione che ruota attorno al Tecnopolo Dama, ma è innanzitutto un attacco ai suoi 25 lavoratori e lavoratrici”.
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