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Marcolini, skiman record: "Oltre ogni aspettativa"

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21.02.2026

Il trenta per cento delle medaglie conquistate dalla Norvegia in queste Olimpiadi ha i suoi sci ai piedi. Gianluca Marcolini, il ‘top player’ tra gli skiman di Frassinoro che sono ai Giochi di Milano-Cortina (con lui anche Simone Biondini per l’Italia, Fontana e Ferrari per gli Stati Uniti), ha stabilito un altro dei suoi innumerevoli record, striscia iniziata già alla sua prima Olimpiade, a Salt Lake City nel 2002, quando condusse Stefania Belmondo a guadagnarsi un oro, un argento e un bronzo. La Norvegia del biathlon, a cui prepara i materiali ormai da quattro edizioni dei Giochi, ha conquistato con l’oro e l’argento di ieri nella mass start maschile ben 11 medaglie, di cui tre d’oro. I tre primi posti con tre atleti diversi, l’ultimo in ordine di tempo ieri, il più forte, Johannes Dale-Skjevdal, mentre Sturla Holm Laegreid è andato a podio in tutte le gare che ha disputato, senza mai vincere. Davvero un bottino ingente e inaspettato, soprattutto alla luce del ritiro dei due fuoriclasse che avevano trainato il movimento fino al 2025.

Marcolini, la vediamo sorridere?

"Un bilancio che va molto oltre le nostre aspettative. Per la Norvegia questa doveva essere una sorta di Olimpiade ‘transitoria’ visti gli addii dei due fratelli Bo. Invece gli atleti sono stati straordinari, davvero bravissimi a fare quello che hanno fatto".

Oro e argento anche nella mass start di ieri: attesi o no?

"Ci poteva stare perché Dale-Skjevdal e Laegreid erano in ottime condizioni, anche Botn. Hanno messo in piedi una grandissima giornata".

A proposito, Laegreid, atleta controverso anche per le dichiarazioni in sala stampa, ha fatto podio in tutte le gare. Un exploit?

"In un certo senso sì, però sapevamo che è un atleta di altissimo livello. In più è arrivato qui ad Anterselva davvero al top della condizione. Non lo era a inizio stagione, lo è diventato nel momento più importante".

E per lei, che Olimpiade è stata?

"Una bellissima Olimpiade, organizzata molto bene: un’emozione enorme, anche se io lavoro per una nazionale straniera e non preparo gli sci agli italiani. Difficile ripetere un’emozione così".

Oggi si chiude con la mass start femminile: altre medaglie per lei e la sua Norvegia?

"Beh, Kirkeeide sta molto bene, puntiamo su di lei per provare a fare un nuovo podio. Lei ha la testa per far bene anche nella partenza in massa".

Infine, il ritiro di Dorothea Wierer: cosa lascia un personaggio così?

"Io non sono mai stato nel suo staff, ma frequento il mondo del biathlon da tantissimi anni. Lei è un’icona al femminile, come lo erano Johannes e Tarjei Bo al maschile. Ci mancherà tantissimo, ma spero che rimanga comunque nell’ambiente".


© il Resto del Carlino