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Il tifo dei fratelli Vittoria formato famiglia

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17.02.2026

Un bronzo memorabile, sopra ogni attesa, oltre ogni più rosea aspettativa, contro quella sorte che il 6 novembre sembrava averle messo davanti un muro invalicabile. Flora Tabanelli da Rocchetta Sandri sale sul podio olimpico del suo big air, la specialità dello sci freestyle che ha dominato nel 2025 ma dalla quale sembrava dover stare lontana, dopo il brutto incidente sul ghiacciaio dello Stubai. E invece eccola lì, a realizzare il miglior punteggio della serata all’ultimo salto. Quando conta. Davanti solo l’imprendibile canadese Oldham e la superstar Eileen Gu, ma poco importa. La festa nel parterre era tutta per lei, raggiante sul podio di Livigno.

L’ATTESA. Una gara che ha vissuto nella trepidazione prima dell’inizio, con la prima discesa posticipata di oltre un’ora a causa del forte vento e della nevicata che, molto intensa a tratti, imperversava su Livigno già dal mattino. Insomma, una immediata vigilia caotica, che anche dall’Appennino, Fanano, Sestola e Corno alle Scale, hanno seguito col cuore in gola, nei tanti club e società con la tv accesa sulla sua gara. Gli organizzatori hanno valutato fino all’ultimo se rinviare la gara all’indomani, ma alla fine hanno scelto di farla disputare pur sotto una fitta nevicata.

IL TIFO. Sugli spalti c’era tutto il ‘clan’ Tabanelli. A partire da papà Antonio e mamma Lucia, gentilmente schivi ma sempre al fianco dei tre figli: di Miro nella delusione di domenica sera, di Flora nel momento del trionfo di ieri, di Irene al Fan Village di Livigno. Sì perché in questi due giorni nella sede olimpica che ospita i due fratelli minori c’è anche la sorella Irene, che si sta per laureare all’Accademia di Belle Arti di Venezia: "La prossima settimana, speriamo", racconta appena concluso il primo giorno della sua installazione ‘live’ che si intitola ‘Ciò che resta’, lei che dipinge dentro una ‘artist box’. Ieri però era sotto la neve sulle tribune di Livigno, a tifare Flora comunque andasse: "Essere qui dove gareggiano Miro e Flora è un’emozione enorme. Certo, dispiace che Miro non sia riuscito a centrare quella finale che inseguiva da tanti mesi, ma è lo sport e se non si vuol perdere non si fanno le gare. Siamo qua tutti e tre insieme, è la cosa più bella. Dobbiamo ringraziare Livigno e l’organizzazione dei Giochi per questa opportunità così speciale". Un’opportunità speciale che invece si sono andati a prendere di propria iniziativa i ragazzi del Corno alle Scale, il gruppo col quale Flora, Miro e anche Irene sono cresciuti fin da piccoli. La Scuola Sci Freestyle della località appenninica bolognese è salita in massa a Livigno per supportare non solo gli atleti di alto livello che rappresentano l’Italia, ma soprattutto gli amici di una vita. "Sono felice di avere così tanta gente a sostenermi, la mia famiglia, Miro che in questi mesi è stata la persona più importante, ma anche tanti amici. Sarà un modo per ritrovarsi e stare insieme ancora una volta" aveva detto Flora poco prima della giornata di qualificazione. Un sostegno ripagato da una fuoriclasse assoluta, già campionessa a diciotto anni.


© il Resto del Carlino