Flora Tabanelli eroica: un bronzo straordinario alle Olimpiadi di Milano Cortina. È la più giovane medagliata azzurra

Bologna, 16 febbraio 2026 – Un altro miracolo alla Brignone, forse ancora più incredibile di quello della Brignone. Flora Tabanelli si prende la medaglia di bronzo olimpica nel 'suo' fresstyle big air tre mesi dopo la lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro che sembrava poter chiudere la sua stagione e le speranze olimpiche.

Hanno vinto però la sua perseveranza, il grande lavoro di tecnici e medici e poi, in gara a Livigno, il suo enorme cuore: quando ha dovuto inventarsi un'ultima 'run' perfetta per balzare davanti alla britannica Muir: un 1620 double per chiudere, quattro rotazioni e mezzo, un salto difficilissimo che ottiene infatti il punteggio più alto di giornata, 94.25. A dimostrazione che la classe c'è, intatta, e il cuore va oltre tutti gli ostacoli. Davanti a lei solo l'imprendibile canadese Oldham, due salti iniziali pressoché perfetti che le bastavano per scendere solo per passerella nell'ultima 'run', e la superstar cinese Gu, bravissima anche lei nel piazzare la zampata all'ultimo salto dopo una seconda 'run' balbettante.

L'attesa per la gara è stata carica di tensione. Il via della prima manche è slittato di oltre un’ora, ostacolato da raffiche di vento e una nevicata che sferzava Livigno fin dalle prime luci dell’alba. A rendere ancora più carico di suspance il quadro, il forfait forzato delle due atlete svizzere — inclusa l'oro olimpico nello slopestyle Mathilde Gremaud — entrambe infortunate durante le prove pomeridiane. Nonostante un clima d’incertezza che ha spinto gli organizzatori a un passo dal rinvio, alla fine si è scelto di sfidare il muro di neve e dare inizio alla competizione.

Sotto la neve, a fare il tifo, c’era l’intera famiglia Tabanelli. Papà Antonio e mamma Lucia, con la loro consueta ma discreta presenza, si sono stretti attorno ai tre figli. Sì perché c'era anche Irene, assieme a Miro, ancora deluso per la mancata finale nella stessa specialità della sorella.

Irene dicevamo, la sorella maggiore che poche ore prima, al Fan Village, aveva portato a Livigno una ventata di cultura con la sua performance pittorica “Ciò che resta”. Con loro tanti giovanissimi amici dal Corno alle Scale, che hanno iniziato assieme ai Tabanelli con sci e snowboard e hanno poi visto i due campioni prendere il volo. “Sono felice di avere così tanta gente a sostenermi, la mia famiglia, Miro che in questi mesi è stata la persona più importante, ma anche tanti amici venuti qui, una rimpatriata che mi ha fatto sentire a casa anche in un evento così importante”, le parole di Flora poca prima della gara. Ancora più importante, dopo un bronzo straordinario.


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