Virtus, sconfitta doppia col Partizan. Vildoza è ko: tutti i play indisponibili

Carsen Edwards a terra, la Virtus non è riuscita a risollevarsi in tempo (Ciamillo)

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VIRTUS 82 PARTIZAN BELGRADO 88

VIRTUS : Vildoza 3, Edwards 19, Jallow 2, Smailagic 5, Diouf 14, Alston Junior 3, Niang 8, Diarra 4, Morgan 18, Akele, Ferrari 6, Baiocchi. All. Ivanovic.

PARTIZAN BELGRADO: Jones 19, Brown 8, Osetkowski 13, Bonga 16, Jekiri 10, Pokusevksi 2, Fernando 9, Milton 8, Calathes 3, Lakic, Mijailovic ne, Radanov ne. All. Penarroya.

Arbitri: Ryzhyk, Vilius, Bissuel.

Note: parziali 25-29; 48-52; 63-65. Tiri da due: Virtus 18/41; Partizan 23/37. Tiri da tre: 8/26; 10/31. Tiri liberi: 22/25; 12/19. Rimbalzi: 39; 41.

Play-in addio. Se non è una sentenza definitiva è solo perché l’aritmetica concede ancora qualche residua chance alla Virtus. Ma la sconfitta con il Partizan, nell’impianto di casa, fa male, molto male, per un altro motivo. Dopo 16 minuti si ferma Luca Vildoza per un problema muscolare al flessore della coscia sinistra. E in questo modo la ’maledizione’ Taylor colpisce ancora una volta. Cos’è la maledizione Taylor? Beh, da quando Brandon ha chiesto via libera per la Grecia, perché voleva giocare di più, lo spazio per i playmaker, in Virtus, si è dilatato in modo esponenziale.

Il primo ad alzare bandiera bianca, per un intervento al ginocchio, è stato capitan Pajola. Poi, a Torino, in occasione della Coppa Italia, s’è fermato Daniel Hackett. E ieri pure Vildoza si è arreso. Con il risultato che Dusko Ivanovic ha dovuto chiedere minuti in regia a Carsen Edwards (benino) e Matt Morgan (troppe palle perse). Inserendo a un certo punto anche il baby Baiocchi, per evitare che i due statunitensi finissero senza più una stilla di energia.

Il ko con il Partizan sotto certi punti di vista è ininfluente. Ma domenica, nel big match con Milano, la Virtus corre il rischio di giocare senza registi di ruolo. Curioso il confronto con Milano: in Eurolega, alla Fiera, la Virtus era senza centri di ruolo (out Diouf, Smailagic e Diarra). Domenica sera, sempre alla Virtus Arena, non ci saranno play bianconeri. In Eurolega ci fu un mezzo (più che mezzo) miracolo della V nera. Difficile che Milano si lasci beffare nuovamente. Ma ci penserà Ivanovic in questi giorni a studiare qualche soluzione.

Resta la partita con il Partizan che la Virtus approccia male: 0-8 dopo nemmeno due minuti, poi 2-13. Bologna fatica ma non molla e trova anche un piccolo vantaggio sul 43-41 grazie a un gioco in velocità di Morgan. Ma è un attimo. Si va avanti con grande equilibrio fino al 32’. Il solito Morgan, dalla lunetta, sigla un 2/2 per il doppio tecnico a Fernando e Penarroya. Ma il 70-70 illude la Virtus.

Il cuore c’è, la grinta pure. Mancano le idee e palleggiatori efficaci e con idee precise. Edwards, appunto, ci prova. Ma così facendo snatura le sue doti di stoccatore. Morgan vede bene il canestro, ma se deve imbeccare i compagni con continuità finisce per commettere troppi errori.

Il Partizan passa con merito. La Virtus incassa un piccolo primato: quello della sfortuna. E domenica, appunto, arriva Milano per la madre di tutte le partite.

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