Ore d’ansia per gli studenti riminesi bloccati a Dubai dopo l’escalation militare. “Siamo in costante contatto”

Una immagine satellitare distribuita da Planet Labs PBC e scattata l'1 marzo 2026, mostra una veduta aerea di Dubai dove si identificano chiaramente le colonne di fumo conseguenti all'attacco iraniano (Ansa)

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Rimini, 2 marzo 2026 – Resta alta l’attenzione sui quattro studenti riminesi bloccati a Dubai dopo la chiusura dello spazio aereo seguita all’escalation militare in Medio Oriente. I ragazzi si trovavano negli Emirati per partecipare al progetto formativo ‘L’Ambasciatore del futuro’, una simulazione diplomatica che coinvolge 150 studenti provenienti da tutta Italia. Il rientro era previsto sabato, ma la situazione internazionale ha imposto lo stop ai voli. Gli studenti sono stati trasferiti in hotel e si trovano in condizioni di sicurezza, accompagnati dai tutor. Le famiglie sono state rassicurate, ma la preoccupazione resta alta.

La vicenda è seguita a livello nazionale con un raccordo diretto tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Ministero degli Affari Esteri. In una nota ufficiale, il Ministero dell’Istruzione ha precisato di essere in costante contatto con la Farnesina, con l’Ambasciata d’Italia negli Emirati Arabi Uniti e con il Consolato Generale a Dubai. Le autorità consolari stanno monitorando il caso con la massima attenzione per garantire assistenza e supporto. Il ministro Giuseppe Valditara è in stretto contatto con il ministro Antonio Tajani per seguire personalmente gli sviluppi e coordinare ogni intervento necessario al rientro dei ragazzi.

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La vicinanza del Comune di Rimini alle famiglie

Sul fronte locale, il Comune di Rimini ha diffuso un comunicato in cui sottolinea di seguire "con grande attenzione” la situazione dei quattro studenti riminesi. “Siamo in costante contatto con la dirigenza scolastica e con l’Ufficio scolastico provinciale e, tramite le istituzioni scolastiche, con le famiglie degli studenti”, dichiarano il sindaco Jamil Sadegholvaad e la vicesindaca Chiara Bellini, esprimendo “vicinanza e partecipazione in queste ore di comprensibile preoccupazione”. L’amministrazione chiarisce che la gestione operativa è di competenza nazionale ed è seguita direttamente dal Ministero degli Affari Esteri attraverso l’Unità di Crisi, che sta coordinando ogni intervento necessario per garantire la sicurezza e il rientro dei giovani coinvolti. Il Comune continua a “monitorare l’evoluzione della situazione internazionale, che nelle ultime ore ha registrato una preoccupante escalation”, e si rende disponibile per ogni forma di supporto utile alle scuole e alle famiglie. L’auspicio espresso dal sindaco e dalla vicesindaca è che “le condizioni consentano al più presto un rientro in sicurezza, permettendo ai nostri studenti di riabbracciare le loro famiglie e di tornare serenamente alla loro quotidianità”.

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L'escalation militare e il blackout

L’escalation è iniziata sabato mattina alle 7.30 con attacchi contro diverse città iraniane. Israele e Stati Uniti hanno parlato di “operazione preventiva contro una minaccia esistenziale”. Teheran ha annunciato una risposta e, quasi contemporaneamente, la Repubblica islamica ha interrotto internet e le comunicazioni dirette con l’estero, lasciando il Paese in blackout.

L'angoscia di Mahdieh per la famiglia a Teheran

A Rimini l’eco di quanto sta accadendo si riflette anche nella storia di Mahdieh Toodeh, 36 anni, laureata nel 2023 al campus riminese dell’Università di Bologna in Economia delle Risorse e Sviluppo Sostenibile e oggi teaching assistant alla Johns Hopkins University di Bologna. Vive in città, ma la sua famiglia è nel nord-est di Teheran. L’ultimo contatto diretto è arrivato sabato mattina su WhatsApp, prima che la connessione venisse bloccata dal governo.

“Stavano bene. Alcuni cercavano di spostarsi verso zone considerate più sicure”. Poi il silenzio. “Al momento non ho notizie aggiornate dei miei genitori”. Internet e linee fisse sono state interrotte e solo un cugino, nel sud dell’Iran, riesce ancora a collegarsi, con una connessione instabile. Due attese diverse, ma la stessa angoscia: a Dubai per un volo che riporti a casa quattro ragazzi riminesi; a Rimini per un messaggio che rompa il blackout e dica che dall’altra parte tutto è ancora in piedi. Le prossime ore saranno decisive.

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