Affluenza record: "Riflesso in difesa della Costituzione" |
Il professor Massimiliano Panarari, docente di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi
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Abbiamo chiesto una lettura di questa consultazione al professor Massimiliano Panarari, docente di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi al Dipartimento di Comunicazione ed Economia della sede Unimore di Reggio Emilia.
Professore la partecipazione ha sorpreso tutti. A cosa è dovuta?
"Sostanzialmente la possiamo attribuire alla politicizzazione del referendum che la presidente del Consiglio, il destra-centro, aveva indicato come il rischio da evitare, ma che in qualche modo è connaturato ai referendum. È la modalità di espressione del voto referendario, un ’Sì’ o un ’No’, che porta naturalmente ad una forma di ovvia polarizzazione e di scontro diretto. Dall’altro, è verosimile che per una parte dell’elettorato, che non vota Meloni ed è contrario a questo governo, il referendum sia diventato un’occasione per segnalare il proprio dissenso e manifestare la propria opposizione. Esattamente quello che ha cavalcato in termini di narrazione il sinistra-centro e i suoi leader".
A quanto pare c’è stata anche una mobilitazione giovanile.
"Il mondo giovanile, a dispetto del carattere tecnico del quesito, ha trovato nelle due narrazioni politiche, fornite da una parte e dall’altra, una forma di coinvolgimento, una forma di impegno, un modo di testimoniare la propria partecipazione alla vita pubblica".
Come spiega la mobilitazione in Emilia-Romagna, a Modena e Reggio del sinistra-centro?
"Con il fatto che hanno azzeccato la narrazione: presentare il disegno di legge del governo come un assalto e uno sfregio alla Costituzione è stato un frame narrativo che ha persuaso la propria parte e, in generale, anche elettori che si stavano astenendo dall’andare a votare".
Può avere influito sulla mobilitazione ed il risultato finale la tiepidezza della Meloni verso Trump in queste settimane di guerra?
"Questo è uno degli elementi che nella vittoria del "No" è diventato un modo per esprimere un giudizio negativo nei confronti della incapacità di Meloni di distinguersi rispetto al caos scatenato dall’amministrazione Trump".
Cosa pensa del risultato e della larga vittoria del No?
"La mobilitazione e la politicizzazione hanno premiato il No. Ne deriva una bocciatura del governo e la prima seria battuta d’arresto per Giorgia Meloni, colpita nell’asset fondamentale su cui ha contato finora: la stabilità dell’esecutivo. Ma il centrosinistra, che oggi celebra legittimamente la vittoria, non può limitarsi a dire che la destra si può battere e per essere competitiva deve risolvere i problemi interni allo schieramento: leadership e un programma che sia veramente unitario superando le troppe differenziazioni".
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