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Mario Roggero tra difesa e vendetta. Quando il diritto resiste agli slogan /

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19.07.2026

Mario Roggero al suo arrivo nel carcere di Bollate

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E dunque Mario Roggero è un eroe, o è un assassino? È questa la domanda, tanto paradossale quanto rivelatrice, che da giorni infiamma i social e avvelena il confronto politico. Da una parte il commerciante trasformato nel simbolo del cittadino coraggioso, che si ribella a un sopruso facendo da solo ciò che lo Stato non sa fare per lui; dall’altra l’uomo rabbioso, dall’arma facile, che si trasforma alla fine in un killer. Sono entrambe immagini inadatte a spiegare ciò che è realmente accaduto. La condanna definitiva a quattordici anni e nove mesi pronunciata dalla Cassazione non dice né l’una né l’altra cosa. Dice qualcosa di molto più circoscritto e, proprio per questo, molto più importante: individua il momento esatto in cui la legittima difesa termina e ricomincia il monopolio della forza che appartiene allo Stato.

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© il Resto del Carlino