A14 Marche, l’autostrada tra lavori e incidenti: “Serve la bretella da Porto Sant'Elpidio” |
I cantieri infiniti lungo l'autostrada A14 nel tratto marchigiano tra Ascoli e Fermo
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Fermo, 5 marzo 2026 – L'A14 non se la passa per niente bene. Il tratto da Porto Sant'Elpidio a San Benedetto del Tronto è sempre più a rischio. E sempre di più sono gli automobilisti che, causa incidenti anche mortali, lavori in corso, file chilometriche, scelgono di non imboccare l'autostrada procurando così intasamenti lungo la Nazionale. Solo negli ultimi due giorni, e ancora oggi, è stato interdetto al traffico il segmento compreso tra Pedaso e Grottammare in direzione Pescara, dalle 22 alle 6 del mattino. Che si fa? Il Comitato Arretramento A14 e FS Marche sud non demorde, e cerca di tenere alta l'attenzione dei cittadini e delle istituzioni.
“L’Italia si ferma nelle Marche Sud”: lo stato dell’A14
Il convegno odierno al Teatro di Porto San Giorgio si è mosso su questa linea affidandosi ai dati, alle ricerche e alle statistiche dell'ISTAT. Titolo: L'Italia si ferma nelle Marche sud. Approfondimenti sulla mobilità autostradale. Autostrada sì ma anche circolazione extra urbana ed urbana. Ad aprire i lavori è stato Massimo Valentini, presidente del Comitato. "La situazione autostradale – ha detto – provoca ricadute negative sulla vista sociale ed economica delle nostre terre, isolando i comuni dell'entroterra. Aver voluto costruire la A14 vicino al mare ha portato effetti negativi”.
Valentini ha ricordato come il progetto iniziale era di tutt'altra specie: la A14 doveva passare all'interno del fermano. "Poi hanno prevalso interessi particolari. Ora, dopo otto anni di lavori sul tracciato attuale, se ne vorrebbero altri dieci la per terza corsia. Con enormi problemi, costi e impatto ambientale”.
I dati Istat: consumo del suolo e mobilità
Il Comitato, rilanciando la proposta di una bretella arretrata da Porto Sant'Elpidio a Mosciano, chiede prima di tutto un dialogo con le istituzioni, una valutazione complessiva e un confronto così come previsto anche dalla nuova legge sui contratti pubblici. Ma prima di ogni altra cosa, il Comitato vuole ragionare sui dati: perché di essi, sottolinea Valentini, si deve tener conto. Com'è la situazione? Le esperte dell'ISTAT Roberta Crialesi e Silvia Bruzzone non danno giudizi, espongono le ricerche. A partire dal consumo di suolo: la fascia costiera ne è maglia nera, specie a Porto San'Elpidio (37%) e a Porto San Giorgio (30%). Poi, c'è il problema della mobilità privata che nelle province di Fermo ed Ascoli Piceno è molto alta, così come è alta la percentuale di veicoli vecchi, vetusti, che portano con sé rischi maggiori di incidenti e di inquinamento.
Il dato sugli incidenti tra strade urbane e autostrada
A tema anche la fragilità dei comuni, in termini di lontananza dai servizi essenziali: scuola, sanità, trasporti. L'entroterra fermano e quello ascolano sono poi a gran rischio di popolamento. Gli indicatori danno un aumento anche per il futuro. Che porta con sé quello che la sociologia chiama “disagio silenzioso". Per quanto riguarda gli incidenti, circa il 70% avviene in strade urbane, il 25 in quella extra urbane, il 5 in autostrada. Le morti per incidenti, entro trenta giorni dall'accadimento, sono di 3 su 100 in autostrada, 4 su strade extraurbane, 1 su vie urbane. Nel 2024, il tratto fermano è stato funestato da 514 incidenti con 13 morti; nell'anno precedente i morti erano stati 4 e gli incidenti 527. La provincia con il maggior numero di decessi causa incidente stradale è stata quella di Fermo. Alta incidentalità anche nella zona di Acquasanta Terme.
Subito dopo le esperte dell'ISTAT, sono intervenuti Gilberto Pambianchi e Maurizio Consoli docenti di Geomorfologia presso l'Università di Camerino, e Giorgio Passerini, docente di Fisica Tecnica Ambientale all'Università Politecnica delle Marche. A loro è spettato il compito di illustrare i rischi geomorfologici del nostro territorio e i pericoli di frane qualora si dovesse procedere con la terza corsia, ma anche il problema dell'innalzamento delle acque.
All'incontro erano presenti, tra il nutrito pubblico, il sindaco di Porto San Giorgio Valerio Vesprini e il presidente della Carifermo Spa Alberto Palma.
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