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Uno spunto per il governo dalla Commissione europea

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18.09.2019

Il secondo governo Conte e la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen sono nati con cinque giorni di distanza. Ma la distanza reale tra i due esecutivi è molto più ampia. Non si tratta solo della loro diversa composizione: la Commissione europea prevede un posto per ogni nazionalità, mentre il governo italiano non garantisce la rappresentanza di tutte le regioni (“non c’è nessun toscano!”).

La Commissione non esprime poi una coalizione di governo – tanto che fino a poche settimane fa si immaginava che il commissario europeo nominato dall’Italia sarebbe stato un esponente della Lega, orgogliosamente all’opposizione nel Parlamento europeo.

La vera distanza temporale tra l’esecutivo italiano e quello europeo non è di cinque giorni, ma di cinque decenni. Sta nelle deleghe che sono state assegnate ai loro membri – e in particolare nelle deleghe speciali, cioè quelle che non corrispondono a dei dicasteri esistenti. Il governo Conte II potrebbe tranquillamente essere un governo degli anni Settanta: gli incarichi originali che prevede (i cosiddetti ministri senza portafoglio) vanno a occuparsi di Mezzogiorno, famiglia, affari regionali. Gli incarichi speciali che prevede la Commissione von der Leyen vanno invece a occuparsi di rivoluzione digitale e di “Green New Deal” – e non vanno a figure di secondo........

© Il Post