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Noi nel linguaggio e la portiera della nazionale

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26.06.2019

Ieri, durante la partita della nazionale italiana, le telecroniste hanno detto: “(…) Laura Giuliani, il nostro portiere che ci tiene ad essere chiamata portiere e non portiera. Ce lo ha detto nei giorni scorsi, c’è appunto anche questa questione del linguaggio che continua a interessare, questi termini che se fossero declinati al femminile sarebbero decisamente cacofonici. Sono le stesse giocatrici che hanno detto no: preferiamo che cominci a passare un’interpretazione neutra del ruolo piuttosto che declinare tutto al femminile”. “Sono assolutamente d’accordo, questo già lo sapevamo, le giocatrici sono le prime a dirci a segnalarci queste cose…” “L’arbitro è chi dirige, il portiere è chi sta in porta, quindi a prescindere da uomo o domma è il ruolo che conta, quello deve passare, più che stravolgere un linguaggio in maniera…” “Sembra una forzatura, no?”.

Lo scambio è perfetto. Perché mostra come sia, innanzitutto, tutta una questione di abitudine: mentre si dice che la declinazione al femminile è “una forzatura”, si usa senza alcun problema “le giocatrici”. Per molti mestieri e professioni in cui la presenza delle donne è consolidata, la declinazione al femminile non suscita alcuna obiezione e viene usata in modo automatico (infermiera, maestra, operaia, modella, cuoca), mentre per altri mestieri, nei quali le donne sono visibili solamente da poco, è un problema. La prima obiezione al loro uso è che “suona male”, “è brutto”, “è cacofonico”. Mi sembra più scioccante dire “Marguerite Yourcenar è uno scrittore famoso” che non “Marguerite Yourcenar è una scrittrice famosa”. Una parola nuova viene insomma giudicata brutta, molto spesso, proprio in quanto è nuova: perché va contro la tradizione, la purezza, la continuità. Come dice però nelle sue Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana la linguista Alma Sabatini – che ha scritto quel manuale nel 1987 per la Presidenza del Consiglio dei Ministri – «in molti casi è proprio la mancanza del termine nuovo a causare scorrettezza e dissonanze nella........

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