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Joker è la riscoperta della pazzia e del caos

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05.10.2019

Il “Joker” di Todd Phillips è un animale feroce, impossibile da incatenare o controllare. Non è un cinecomic puro, e non abbraccia – come invece hanno fatto altri film, sempre della DC e della Warner – la vena più popolare e commerciale del cinema. È un film d’autore, è arthouse, e si affida completamente a Joaquin Phoenix, al suo talento e al suo fisico. Non è una origin story canonica; non è la discesa all’inferno di un personaggio nato buono e poi deluso dal mondo. È la riscoperta della pazzia e del caos; è la storia di un uomo che si accetta, e che si ama, per quello che è.

“Joker” è la risata forzata e dolorosa di Phoenix, è la sua danza in salotto, è il suo sorriso abbozzato, che scivola via come trucco bagnato dall’acqua. Phillips cita Scorsese, “Taxi Driver” e “Re per una notte”; dove può, mette anche qualche riferimento al Joker di Heath Ledger (il trucco, le dita nere, la fronte di Phoenix contro il finestrino della macchina della polizia, mentre guarda sognante le luci della città). New York è Gotham, e i cattivi – nel ribaltamento delle parti – sono i buoni. Thomas Wayne, il papà di Bruce, è........

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