L’appello di Università e ricercatori: «I luoghi di culto non si chiudono» |
«I luoghi di culto non si chiudono». È cristallino, nei suoi contenuti, l’appello lanciato da cattedratici e ricercatori italiani.
Tra i primi firmatari (una cinquantina fin qui gli aderenti, per lo più esponenti del mondo universitario, anche estero e fin da New York): Luigi Manconi, Maurizio Ambrosini, Paolo Naso, Marinella Perroni, Gaetano Lettieri e Stefano Allievi. In fondo all’articolo è possibile consultare l’elenco completo.
Gli intellettuali si sono mossi dopo la chiusura del centro islamico Džemat Kevser di viale Verdi a Monfalcone, raggiunto a dicembre da ordinanze dirigenziali, sulla falsa riga di quanto già avvenuto nel novembre 2023 col Darus Salaam e il Baitus Salat. Lo hanno fatto in difesa dei luoghi di culto, per «riconoscere e valorizzare il pluralismo religioso nella prospettiva del dialogo interculturale e della coesione sociale».
Notificata l’ordinanza che vieta i raduni di preghiera all’associazione Dzemat. L’atto ricalca i precedenti per Darus e Baitus: potrà essere impugnato entro 60 giorni
Un appello promosso dalla rivista e centro studi Confronti, in cui si legge appunto il riferimento al caso Džemat e al «lungo contenzioso politico e giudiziario» avvenuto in città. Nel documento viene sottolineato che «coloro che lo frequentano sono essenzialmente immigrati di seconda generazione, tra cui alcuni italiani e vari cittadini europei».
«Questo caso si aggiunge ai precedenti, tutti fondati su presunte violazioni di norme urbanistiche a fronte delle quali, tuttavia, non è stata proposta alcuna risoluzione pratica e sostenibile – si sottolinea –. Non entriamo nel merito della vicenda, ma esprimiamo la viva preoccupazione relativa al punto che provvedimenti di chiusura dei luoghi di culto ledono la libertà fondamentale della libera professione della “propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata”, garantita dall’articolo 19 della Costituzione italiana».
Il manifesto rimarca «l’importanza dei luoghi di culto comunitari», poiché oltre a costituire spazi di raccoglimento spirituale rappresentano «nell’assoluta maggioranza» pure........