L’arco di Riccardo e il mistero del tempio della dea Cibele o Mater Magna

In Città Vecchia, a Trieste, si conserva un arco romano comunemente chiamato “di Riccardo” che richiama, secondo la tradizione, echi di cavalieri crociati, di re Riccardo Cuor di Leone che qui sarebbe stato imprigionato di ritorno dalla Crociata (1192), o dello stesso re Carlo Magno liberatore dell’Istria (dalla dominazione bizantina nel 799).

Il nome pare però più probabilmente riconducibile alla corruzione medioevale di “arco del cardo”, o “del vicario”, oppure derivare dalla magistratura medievale del “ricario” – il giudice provinciale –, la cui sede avrebbe potuto sorgere proprio nei pressi dell’arco. Poi, perso il ricordo di tale magistratura, il nome venne alterato e trasformato in uno di senso più familiare e “leggendario”.

L’arco realizzato in calcare bianco ha eleganti proporzioni e linee severe ed era fino al 1913 parzialmente inglobato tra le case e soffocato dal livello del selciato moderno.

In quell’anno venne liberato il suo lato sinistro (per chi lo guarda venendo da via Venezian) e recuperato il livello della strada antica che vi passava sotto. Allora si poté escludere che fosse stato un arco trionfale (infatti, oltre a non presentare iscrizioni, non è rifinito sul lato ora........

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