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Medaglia d’oro del Cai all’esploratore degli abissi: Pino Guidi entra nella storia

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«Forse ho avuto semplicemente la fortuna di poter fare tante cose che altri non hanno avuto l’occasione di fare». È una frase che racconta molto di Pino Guidi. Lui la pronuncia quasi con pudore, come se le migliaia di ore trascorse nelle viscere della terra, le esplorazioni pionieristiche, i ruoli di responsabilità e una produzione scientifica monumentale fossero soltanto il frutto di fortunate coincidenze.

Eppure, dietro a quella modestia, si nasconde una delle figure più importanti della speleologia italiana del secondo dopoguerra.

Stasera sera, nella sala proiezioni della Società Alpina delle Giulie di via Donota, a Trieste, il Club Alpino Italiano ha conferito a Guidi la Medaglia d’Oro del Cai, la massima benemerenza assegnata dal sodalizio ai soci che si sono distinti per l’impegno costante, i servizi resi all’associazione e la diffusione dei valori della montagna.

A consegnare il riconoscimento sono stati il presidente della Sag Massimiliano Reiter, il direttivo della sezione e i vertici della Commissione Grotte “Eugenio Boegan”, della quale Guidi fa parte dal 1962.

Classe 1938, nato a Venezia e trasferitosi a Trieste a guerra finita, Guidi è cresciuto in una città attraversata dalle tensioni del dopoguerra. La passione per il........

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