Inaugurato il nuovo centro di raccolta di Giarizzole a Trieste: ecco come funziona

È stato realizzato in tempi piuttosto celeri il nuovo centro di raccolta dei rifiuti di Giarizzole, inaugurato dopo una trasformazione che in meno di due anni ha cambiato radicalmente il volto dell’area.

Dalla demolizione delle strutture preesistenti – un tempo vi erano presenti un deposito di oli combustibili, un centro per il lavaggio dei mezzi e un deposito di cassonetti – alla posa della prima pietra, avvenuta appena un anno e due mesi fa, il cantiere ha marciato senza esitazioni.

Oggi quel sito periferico e anonimo è diventato un’infrastruttura moderna, ordinata e curata, arricchita con aiuole, fiori e piante rampicanti pensate per rendere accogliente uno spazio solitamente percepito come puramente funzionale. Il taglio del nastro ha visto la presenza, tra gli altri, dell’assessore alle Politiche del territorio Michele Babuder, della presidente della VII Circoscrizione Laura Palutan, del direttore dei Servizi Ambientali AcegasApsAmga Massimo Buiatti, e del direttore generale di Ausir Marcello Del Ben.

«Riprendiamo oggi un discorso iniziato il 14 gennaio 2025, quando posavamo la prima pietra simbolica di questo centro di raccolta – ha ricordato Babuder, rivendicando il valore del progetto –: oggi, a tempo di record, la realtà che abbiamo davanti è completamente diversa e risponde in modo concreto alle esigenze della collettività».

L’assessore ha rimarcato il ruolo strategico della nuova struttura per migliorare il conferimento corretto dei rifiuti e favorire i processi di recupero, oltre alla «collaborazione costante con AcegasApsAmga» su tutti i fronti dell’igiene urbana. Sulla stessa linea il direttore dei Servizi Ambientali Buiatti, che ha sottolineato il lavoro di squadra e il carattere innovativo dell’impianto: «Un centro che richiama fortemente il tema dell’accoglienza – ha spiegato – anche nella sua organizzazione: sono previsti due percorsi distinti, uno per i cittadini e uno per i mezzi operativi. Una scelta importante, che migliora accessibilità, sicurezza e qualità del servizio».

Buiatti ha inoltre evidenziato il percorso condiviso con il Comune per far crescere la raccolta differenziata e avvicinare Trieste agli standard nazionali. L’opera, costata complessivamente 1,8 milioni di euro – di cui un milione finanziato dal Pnrr – servirà in particolare la zona orientale della città, abitata da circa 40 mila persone, offrendo un punto di conferimento più vicino e riducendo tempi e distanze per gestire correttamente rifiuti ingombranti e materiali che non possono essere lasciati nei contenitori stradali.

Con i suoi 4.400 metri quadrati, il centro è il più grande tra quelli presenti a Trieste e introduce al suo interno una viabilità completamente separata tra cittadini e mezzi operativi. La rampa rialzata consente agli utenti di conferire direttamente dall’alto nei container, mentre la parte inferiore permette agli operatori di svuotare e sostituire i cassoni senza interrompere l’accesso al pubblico.

Una soluzione unica tra i centri di raccolta della città, che consente di migliorare sicurezza ed efficienza operativa e che, in questo modo, ottimizza sicurezza ed efficienza, riducendo i tempi d’attesa.

Curato come detto anche l’inserimento paesaggistico, con elementi verdi che rendono lo spazio meno industriale e più armonico per chi vi accede. Un dettaglio non secondario, nell’ottica di rendere più civile e fruibile l’esperienza del conferimento.

Il centro aprirà al pubblico dal prossimo 1° aprile, con orari identici a quelli di Roiano e Opicina: dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 19. Sarà possibile conferire ingombranti, legno, Raee, rifiuti inerti, metalli, oli minerali, vernici, bombole vuote, bombolette spray, estintori, pneumatici e batterie al piombo. —


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