L'editoriale/ Il caos globale ha bisogno di un nuovo governo globale

Il caos globale ha bisogno di un nuovo governo globale. Questa esigenza, che non è certo di oggi, diventa ineludibile davanti al precipitare della crisi del Venezuela con l'attacco americano e la cattura di Maduro che è il capo supremo del regime. È giusto chiederselo? Direi proprio di sì. Quantomeno è inevitabile porsi il problema. Siamo davanti a un capitolo ulteriore della nuova saga imperiale mondiale dove i problemi aperti, questioni di sicurezza e equilibri strategici, vengono ormai troppo spesso risolti al di fuori degli schemi giuridici internazionali e delle sedi multilaterali d'arbitrato, a partire dall'Onu. Dove, peraltro, non si riesce neppure a prendere decisioni concludenti contro il mostro del nuovo impero transnazionale della droga. Ponendo ai singoli Paesi il problema reale di cercare mezzi effettivi per difendersi da esso.

Che cosa si fa con questi cartelli se diventano un elemento stabile del condizionamento della politica in Venezuela come in Colombia e in Messico e come in tante altre parti del mondo? Stiamo parlando di un potere economico enorme che non si sa bene a chi sia in mano, ma che sta attuando infiltrazioni e condizionamenti in tutti gli Stati e che mina la salute del mondo. Trump che guida un Paese dove il problema si vive drammaticamente nelle strade, affronta questa emergenza a colpi di forza superando le tradizionali linee rosse di chi lo ha preceduto che non ha portato a casa il risultato volendo distinguere tra criminalità e istituzioni statali inquinate da essa.

Quello che è........

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