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Da Naomi Wolf a Gay Talese, quanti errori nei libri americani

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29.09.2019
L'ultimo caso è quello di Naomi Wolf, il cui ultimo lavoro (letteralmente) s'intitola Indignazioni, ma che ha causato sentimenti di sdegno soprattutto per le sue imprecisioni. Un'incalzante intervista alla Bbc è risultata fatale per la stella dell'editoria liberal e femminista: non è vero che in epoca vittoriana ci furono decine di esecuzioni capitali di omosessuali, come le era capitato di credere interpretando (male) il termine legale death recorded (ossia, pena sospesa). L'editore Houghton Mifflin Harcourt ha ritirato tutte le trentacinquemila copie già stampate, per emendare il testo, contro la volontà dell'autrice.

Il suo caso non è isolato, come sottolinea il New York Times, che ha lanciato l'allarme: soltanto nell'ultimo anno, sono incorsi in errori da penna rossa autori del calibro di Jill Abramson - primo ex direttore donna dello stesso quotidiano americano; il premio Pulitzer Jared Diamond; l'esperto di psicologia comportamentale Paul Dolan; il giornalista Michael Wolff, autore di saggi sulla presidenza Trump.

Cosa è successo? Nell'America dei fact-checker l'editoria è sempre alla ricerca di nuovi titoli adatti a scalare le classifiche, rincorrendo l'attualità del momento; e non sempre si trovano tempo e risorse per andare a........

© Il Messaggero