L'editoriale/ Debolezze dell’Onu e risposte europee
Come devono agire gli europei, e ovviamente anche l’Italia, in questa fase della politica internazionale che allo spettatore comune appare piuttosto impazzita? Per quanto sia facile da dire, ma difficile da veder accettato, non come se si trattasse di una normale zuffa fra persone, per cui al bullo si risponde mettendolo a posto o piantandolo in asso. Nei rapporti fra stati, la faccenda è più complicata, non fosse altro perché deve distinguere fra il rapporto nell’immediato con le persone che agiscono essendo alla testa di questi e l’interesse a mantenere relazioni con quegli stati oltre la contingenza di questa o quella leadership nelle forze politiche.
Certamente una gestione fredda delle relazioni internazionali non soddisfa opinioni pubbliche che vogliono invece vedere esibizioni di muscoli e intemerate sui principi universali, ma soddisfa l’interesse nazionale che deve soppesare tutte le implicazioni di ogni azione e ragionare oltre il quadro delle contingenze immediate.
Ci rendiamo conto che non è semplice operare in questo modo quando impera una comunicazione teatralizzata al massimo e a livello internazionale, per cui ogni leader si costruisce un suo “personaggio” e poi ne rimane imbrigliato, costretto a muoversi per soddisfare sempre quell’immagine che si è cucita addosso. Trump è un esempio eclatante di questo modo di muoversi sulla scena, in una continua rincorsa fra affermazioni che devono consolidare la sua immagine di superuomo che risolve tutto a colpi di dichiarazioni, per poi........
