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I potenti e la lezione dei Giochi: ci si può sfidare ma con fair play

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07.02.2026

Quando la torcia olimpica ha fatto il suo ingresso al Meazza, e l'accensione del braciere ha sublimato il rito che apre tutti i Giochi, il parterre di re, regine, principi, capi di Stato e di governo, dignitari e vice-presidenti aveva già esaurito i convenevoli, ma non lo stupore davanti allo spettacolo. Né l'emozione che lo spirito olimpico riesce ancora a trasmettere. E per la seconda volta in dieci mesi, l'Italia è stata al centro di un evento che ha richiamato i rappresentanti di un mondo tanto litigioso, quanto bisognoso di guardarsi in faccia, di condividere uno spazio reale, una vicinanza. La prima occasione erano stati i funerali di papa Francesco, con l'immagine storica e densa di significato del conciliabolo di Donald Trump e Volodymyr Zelensky sul sagrato di San Pietro. Ieri a San Siro non c'era il presidente Usa ma il suo vice, J.D.Vance, e il segretario di Stato Marco Rubio. Ed........

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