L'editoriale/ Governance globale e forza necessaria |
Il 22 maggio 1935 Clement Attlee, il capo dei laburisti che soppiantò Winston Churchill alla fine della Seconda guerra mondiale, si pronunciò alla Camera dei Comuni in senso contrario alla proposta del governo di potenziare la RAF di fronte al riarmo tedesco, proclamando che “La nostra politica non è di ricercare la sicurezza nel riarmo, ma nel disarmo… la completa abolizione di tutti gli armamenti nazionali e la istituzione di una forza di polizia internazionale agli ordini della Società delle Nazioni”. Come la storia ha dimostrato, la presunta debolezza militare britannica di lì a breve consentì ad Hitler di scatenare l’aggressione.
Nulla di nuovo sotto il sole. La storia si ripete, anche se nessuno impara mai la sua lezione. Ciò vale ancor di più in un’epoca in cui l’approssimazione della conoscenza preclude la comprensione della realtà. Fino ad oggi ci siamo cullati nell’illusione di avere raggiunto un sistema armonico nei rapporti internazionali, senza accorgerci che l’armonia regnava da una parte sola, quella dove ci si era illusi di avere raggiunto un inscalfibile livello di benessere. Nel frattempo, continuava a serpeggiare il risentimento, alimentato dalla prospettiva che i rapporti di forza si potessero invertire: quello che era una volta il terzo mondo si è avviato a prevalere, numericamente ed economicamente, sul vecchio Occidente.
A tutto questo si aggiunge una........