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GP d'Australia, la Mercedes toglie la maschera: prima fila e doppietta da favola con Russell e Antonelli

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09.03.2026

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La Stella ha tolto la maschera. Finalmente a Melbourne, prima in qualifica, poi in gara, i team hanno smesso di nascondersi e si sono visti i veri valori in campo finora solo ipotizzati. È senza dubbio la Mercedes la regina di questo inizio di stagione che coincide con il debutto delle monoposto “agili” protagoniste nel nuovo ciclo tecnico. Le Frecce di Stoccarda hanno evidenziato una superiorità netta. Maggiore nella lotta per la pole che sulla distanza del gran premio quando forse non c’era bisogno mettere in campo tutta la potenza di fuoco anche per non riaccendere le polemiche sulle power unit.

Il weekend australiano lo ha dominato George Russell, comportandosi alla Verstappen: rapido, solido, mai in affanno, sempre con la situazione sotto controllo. Dopo la bandiera a scacchi non era neanche sudato... Il tosto britannico si è presa la pole con nonchalance e, alla partenza numero 153 in F1, si è arrampicato con autorità sul gradino più alto del podio, centrando la sua sesta vittoria che gli ha consentito per la prima volta di guardare tutti dall’alto in basso nella classifica mondiale. All’ottavo anno nel Circus, George ha intuito che questa potrebbe essere la sua stagione e non ha sbagliato nulla, massimizzando tutte le situazioni.

A completare la doppietta Mercedes, il giovane italiano Antonelli che ha rispettato le elevate aspettative. Kimi ha, senza dubbio, un talento enorme, ma è ancora giovanissimo e può commettere qualche sbavatura. Quando tutto fila liscio, però, in termini di velocità e di consistenza di guida, non sfigura affatto di fronte al compagno più navigato. Se le W17 riusciranno a mantenere questo margine nel corso della stagione, il baby bolognese potrà togliersi diverse soddisfazioni puntando alla vittoria in più di qualche gara. L’italiano ha sbattuto nelle prove distruggendo la sua vettura ma, senza demoralizzarsi, è riuscito ad agguantare la prima fila, impresa non facile con un assetto fatto al buio.

Anche nel giro di schieramento si è fatto un po’ sorprendere rimanendo senza energia nella batteria, tanto da non poter neanche scaldare le gomme facendole slittare. Risultato, una partenza senza cartucce che lo ha fatto precipitare al settimo posto. Kimi non si è certo abbattuto, ha recuperato con calma ed ha chiuso i giochi in seconda posizione, a meno di tre secondi da George. La vera sorpresa, però, è la Ferrari, senza esitazioni la seconda forza in campo. La sentenza, abbastanza netta, si è avuta soltanto in gara.

Dopo le qualifiche, infatti, le Rosse erano con McLaren e Red Bull, a quasi un secondo da Russell.

Quando si è spento il semaforo è cambiata la musica. La SF-23, com’era anticipato, è scattata a razzo: Charles, quarto in griglia, era in testa alla prima curva; Lewis, settimo sullo schieramento, sfilava in terza posizione. Merito sicuramente della turbina più piccola scelta dalla Ferrari che rende l’auto più reattiva. Per quello che si era visto il sabato, sembrava un fuoco di paglia. Invece, il principino affilava le armi, ingaggiando una battaglia senza quartiere con il favoritissimo inglese. Sia come sia, le furie rosse sono rimaste al comando per 26 dei 58 giri previsti, aiutate anche dalla sosta anticipata delle Mercedes che si sono fermate poco dopo il decimo giro approfittando della virtual safety car per il ritiro della Red Bull di Hadjar.

Al muretto del Cavallino ci hanno chiaramente pensato se marcare i tedeschi, ma poi hanno rinunciato, anche con una sola macchina. La decisione è condivisibile: con il terzo e quarto posto blindati, non si volevano prendere rischi di fare così tanti giri con un treno di gomme. La Mercedes aveva garanzie dai long run che forse Ferrari non aveva. Fatta l’unica sosta con corsa libera, Leclerc e Hamilton sono rientrati terzo e quarto senza più possibilità di infastidire le Frecce, nonostante gli pneumatici con meno giri sulle spalle. C’è da dire che con le coperture più usurate le Stelle erano un filo più veloci e potrebbero aver controllato la situazione come da direttive di Toto Wolff: non mostrare mai tutto l’arsenale.

Alla spalle dei ferraristi, il vuoto. Quinti e sesti sono arrivati gli ultimi due campioni del mondo, Norris con la McLaren e Verstappen con la Red Bull. Bisogna ricordare, però, che super Max partiva in ventesima posizione per avere stranamente sbattuto in Q3. A differenza dei primi quattro, i due iridati hanno rinunciato alla sosta singola ed hanno concluso la gara a quasi un minuto dal leader, mentre le Ferrari hanno tagliato il traguardo a poco più di 15 secondi. Alla fine Lewis è arrivato in scia a Charles e per Maranello questa è un’altra buona notizia: poter contare su un sette volte campione del mondo motivato ed incisivo dà sicuramente una spinta diversa. Grande gara dei giovani rampolli: Bearman, Lindblad e Bortoleto sono finiti doppiati ma alla spalle di Verstappen. Disastroso Piastri: si è schiantato sul muro davanti ai tifosi di casa mentre si andava a schierare.

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