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FutuREady, il piano Renault. Il Ceo Provost: «Vogliamo essere il miglior costruttore europeo»

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24.03.2026

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Le ambizioni di FutuREady: «Vogliamo diventare un punto di riferimento dell’industria automobilistica europea a livello mondiale». François Provost, nuovo numero uno del Renault Group, sintetizza i contenuti del nuovo piano destinato a prendere il posto di Renaulution artefice del rilancio dell’azienda francese. La casa di Parigi, lanciata verso gloriosi 130 anni di storia, navigava in acque agitate all’inizio del decennio, ma con una svolta coraggiosa in pochi anni si è mossa sullo scacchiere ritrovando un posto al sole. Ed attualmente è il costruttore continentale con i fondamentali più in ordine: produzione e vendite in ascesa, risultati finanziari più che soddisfacenti con un margine solido e flusso di cassa che non trema.

Il segreto è sempre lo stesso: una gamma ampia e rinnovata che incontra le aspettative dei clienti puntando sulle migliori tecnologie. Con il precedente programma strategico pare siano stati lanciati 35 nuovi modelli. L’obiettivo è non abbassare la guardia e presentarne 36 entro il 2030, con un margine operativo fra il 5% ed il 7%, mentre il cash flow sarà pari o superiore ad 1,5 miliardi di euro l’anno. Novità intriganti all’orizzonte. Sempre “vetture da vivere”, magari ispirate all’R-Space Lab mostrato con orgoglio per l’occasione per le esigenze del mercato europeo o la showcar Bridger, un Suv compatto pensato per i mercati internazionali dove Renault vuole puntare i riflettori per proseguire il percorso virtuoso.

Dacia andrà avanti con lo spostamento del baricentro verso il segmento medio, il cuore del mercato, e si appresta a commercializzare Striker da affiancare a Bigster. «Prima eravamo fragili e il mercato era favorevole, oggi il Renault Group è solido, ma il contesto traballante», spiega il Ceo aggiungendo: «Siamo fortemente radicati in Europa e ci resteremo, arriveranno 22 nuove auto di cui 16 elettriche. Ma utilizzeremo i nostri hub in Corea del Sud, in India ed in Sud America per rafforzarci negli altri continenti dove verranno svelate 14 novità». A fine decennio, infatti, le vendite del brand Renault saranno di due milioni di unità divise a metà fra le due grandi aree in cui l’azienda ha diviso il business.

Nel Vecchio Continente, all’alba del 2030, tutte le vetture vendute saranno elettriche o full hybrid, mentre nei mercati lontani questa moderna tipologia di motorizzazioni salirà al 50%. La storia di successo di Renaulution deve trasformarsi in un sistema di successo che anima FutuREady. «Rafforzeremo la resilienza del nostro modello accelerando l’innovazione attraverso l’intelligenza artificiale, aumentando l’eccellenza operativa e adattando continuamente le competenze della nostra forza lavoro - continua Provost - rimarremo aperti al mondo, imparando dai mercati globali e collaborando con i migliori per aumentare costantemente la nostra competitività».

Ambizioso il tasso di fidelizzazione che punta su un ottimo 80%, salendo sul podio come soddisfazione del cliente.

Il target è ridurre del 40% i costi industriali e del 20% quelli relativi alla commercializzazione sul territorio. Tutti i futuri progetti dovranno avere uno sviluppo più rapido con un ciclo massimo di due anni, saranno dimezzati i tempi di interruzione dell’attività negli stabilimenti e ridotto di un quarto il consumo di energia. Verrà utilizzato il 30% in meno di componenti per veicolo e sarà integrato da 350 robot umanoidi di nuova generazione per svolgere i compiti più gravosi o a minimo valore aggiunto.

C’è poi la produzione di veicoli full electric, un comparto su cui Renault è diventata un’eccellenza, per i partner dell’Alleanza strategica Nissan e Mitsubishi, mentre le capacità industriali saranno messe a disposizione anche di Volvo e Ford. Nel complesso gli esemplari realizzati per 5 brand supereranno le 300 mila unità l’anno entro il 2030. Verranno utilizzate più piattaforme per le diverse necessità. Una nuova, elettrica, con architettura a 800 volt chiamata RGEV medium 2.0 adatta ai segmenti C e D. Alpine avrà un’architettura dedicata (APP), mentre ci sarà un adattamento del raffinato pianale GEA di Geely.

Renault sarà presente sul 55% dei mercati globali, dove vengono venduti circa 55 milioni di veicoli l’anno, con l’esclusione di Stati Uniti e Cina ritenuti troppo competitivi per entrare. «Diventare il costruttore automobilistico europeo di riferimento - conclude Provost - significa avere l’ambizione di sviluppare e produrre prodotti al miglior livello in termini di desiderabilità, tecnologia e competitività. In un ambiente più competitivo che mai, ciò presuppone saper coniugare performance ed innovazione con resilienza e solidità. Noi di Renault Group sappiamo da dove veniamo. Ora sappiamo anche dove vogliamo andare, come e con chi. E tutto questo con un unico scopo: servire al meglio i nostri clienti e, in ultima analisi, garantire loro una mobilità pulita, accessibile e adatta alle loro esigenze, grazie alla forza dei nostri brand e prodotti».

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