Aprilia domina a Goiania, doppietta Bezzecchi-Martin. Di Giannantonio soffia il podio a Marc Marquez |
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Il tricolore dipinge il circuito brasiliano dedicato ad Ayrton Senna. Cinque moto italiane passano per prime sotto la bandiera a scacchi dopo aver dominato, in lungo e in largo, la gara. Due piloti di casa nostra salgono sul podio griffando entrambi una prestazione maiuscola. Vince Bezzecchi ed ormai non è una novità. Per Marco, infatti, è la seconda vittoria di fila dopo quella thailandese che ha aperto la stagione, ma diventa la quarta prendendo in considerazione la fine dello scorso anno. L’Aprila conferma di essere in grandissima forma, la moto migliore del momento, e un pensiero al Mondiale adesso è più che lecito.
La casa di Noale ha fatto doppietta perché sul secondo gradino del podio è tornato a salire l’ex campione del mondo spagnolo Martin dopo un tribolatissimo 2025 martoriato dagli incidenti. Jorge aveva già dato evidenti segnali di rinascita, ma ora s’inchina solo al compagno con una moto uguale alla sua e si candida per la vittoria nei prossimi gran premi. La superiorità dell’Aprilia è suggellata da un terzo bolide nella top five perché in quinta posizione ha concluso il giapponese Ogura portacolori del team satellite. Terza e quarta sono finite due Ducati, ma per il team campione del mondo è una sconfitta abbastanza netta perché ribadisce che lo squadrone di Borgo Panicale è costretto a ricorrere.
Una giornata piuttosto amara soprattutto per la squadra ufficiale Lenovo che è stata sverniciata della Desmosedici del team VR46 di proprietà di Valentino Rossi. La Ducati gialla di Di Giannantonio, dopo una battaglia feroce, ha piegato quella rossa con in sella sua maestà Marquez. Le due moto sono identiche perché entrambe in versione 2026. Marc, per sua stessa ammissione, non è sicuramente al massimo della forma in quanto quest’inverno ha dovuto recuperare dalla brutta frattura alla spalla destra, quella operata più volte durante il periodo buio.
Il fenomeno ci ha provato a tenersi lo scettro almeno fra le mura di casa, è partito non male ed anche nel finale ha tentato l’attacco a Fabio scavalcandolo audacemente come aveva fatto sabato.
A differenza della Sprint, però, il pilota romano ha risposto per le rime riprendendosi la posizione con autorità. Ancora un disastro le performance dell’altra punta della Ducati rossa. Bagnaia partiva undicesimo e, al via, ha perso tre posizioni: mentre il piemontese cercava l’improbabile rimonta è scivolato finendo nella polvere con il morale sotto i tacchi. Il gran premio, poco prima del semaforo, è stato abbondantemente sforbiciato togliendogli oltre un quarto della lunghezza, i 31 giri iniziali sono stati portati a 23. Ufficialmente «per problemi all’asfalto che tendeva a sfaldarsi in alcuni punti del tracciato». Un po’, forse, anche per la preoccupazione delle gomme messe sotto pressione dal fondo abrasivo e dalle temperature elevate.
Quando si è spento il semaforo, l’Aprilia di Marco è scattata come un razzo e subito l’italiano è andato in fuga. Martin ha impiegato un po’ a scrollarsi di dosso le due Ducati, ma quando si è messo sulle tracce del compagno di colori è riuscito per numerosi giri a tenerne il ritmo. Ora si va ad Austin, in Taxas, in un circuito molto amato da Marquez anche perché gira in senso antiorario, quindi ha più curve a sinistra come piacciono a Marc. La Ducati proverà a reagire subito e potrebbe un po’ aiutarla il fatto che la Michelin non porterà la carcassa di pneumatici usata in Thailandia e a Goiania e che sembra non particolarmente gradita alle Desmosedici. In classifica generale Noale è in fuga, Bezzecchi ha 56 punti, Martin 45. La prima Ducati è quella di Diggia (37 punti), preceduta anche dalla KTM di Acosta (42). Solo quinto Marquez a 34.
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