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Cimitero del Mediterraneo dove c'è sempre posto

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18.02.2026

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«Migranti: recuperato cadavere a Custonaci nel Trapanese» (Ansa, 18 febbraio 2026)
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Un altro ancora, stamane. A Custonaci, in provincia di Trapani. Sfigurato dai morsi dei pesci e gonfio d'acqua, medici legali e investigatori proveranno a dare all'ennesimo cadavere di migrante restituito dal Mar Meiterraneo un volto ed un nome. Per aggiungerlo ad una lista lunga e tristissima. Quanti sono? Quanti sono i migranti morti lungo la rotta dal Sud del Mondo verso l'Italia, vittime delle onde del mare Nostrum, degli stenti, del cinismo dei trafficanti di uomini? Ben 33mila dal 2014, secondo i dati che fornisce l'Oim (Oraganizzazione Internazionale per le Migrazioni) : una cifra enorme, che prova a tenere una contabilità che non può tenere conto, ovviamente, dei naufragi non registrati e, dunque, dell'assenza di dati.

Sono tantissimi, 33mila. Insopportabilmente troppi anche per quello che, profeticamente, papa Francesco aveva definito il cimitero del Mediterraneo. E ora a questa cifra rischia di aggiungersi l'ultimo, tremendo allarme lanciato da Mediterranea Saving Humans, che ha parlato di circa mille persone disperse in mare durante il ciclone Harry. Insomma, nel giorni scorsi, quando la violenza del mare danneggiava le coste siciliane e calabresi, erodendo metri e metri di costa, ingoiando strade, case e linee ferroviarie. Mille persone: uomini, donne, bambini, partiti da chissadove con la speranza di un approdo migliore della costa che avevano lasciato.

Non sono mai arrivati. Morti durante il viaggio, chissà che terrore man mano che il mare s'ingrossava e poi rovesciava barche e barconi, con il loro carico disperato.

Altri mille, da aggiungersi ai 33mila dal 2014 all'ottobre del 2025, e agli oltre 500 dall'inizio dei primi 40 giorni del 2026. E come non aggiungere a questa disperata contabilità mai chiusa e chiudibile i 5.136 morti documentati del 2016,  o i 3.155 del 2023, i 2.200 del 2024. Senza contare, ripetiamo, quello che non si può conteggiare perché sconoscosciuto, ma che si certamente s'è verificato e ancor s'ignora. Probabilmente per sempre.

Certo è che gli ultimi mille morti di cu si parla solo nel fazzoletto dei giorni spazzati dal ciclone Harry dovrebbero far ulteriormente riflettere. Tante partenze in pieno inverno, dove persino i trafficanti sono preperati sul meteo, significa che il flusso continua ad essere ininterrotto. Non sono  bastate le recenti trattative politiche per cercare di limitare le partenze dall'Africa: appena c'è un po' di denaro si tenta la traversata e si parte, affidando la propria vita al dio del mare non sempre benevolo e al diavolo dei migranti in servizio permanente effettivo.

Il Mediterraneo ingoia vite ogni giorno. In un mare piccolo, ma che continua a trovare spazio per ogni nuovo arrivo. Fossero anche mille. Sta diventando soprattutto questo, un cimitero, il mare della nostra infanzia, delle nostre vacanze, della Bella Italia. E quasi non vogliamo sentircelo dire, distratti da polemiche sterili e canzonette in arrivo. Ma è tutto vero.
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«Il mare dà, il mare toglie… Ma oggi il Mediterraneo restituisce più cadaveri che pesci» (Gianluca Barbera)


© Il Mattino