In Veneto l’oro dell’Enel: le dighe valgono 7 miliardi
Se il Friuli Venezia Giulia riuscirà a entrare nella gestione delle sue centrali idroelettriche, e a ritagliarsi così una quota dei profitti che ne derivano, il Veneto si ritroverà a guardare con invidia ancora maggiore alle altre regioni del Nord Est. Ormai da anni, infatti, anche in Trentino Alto Adige attorno alle concessioni idroelettriche delle due Province autonome sono nati due gruppi di grande rilievo, controllati dai rispettivi enti locali. L’altoatesina Alperia e la trentina Dolomiti Energia, pur alternando anni buoni ad altri meno, oggi sono infatti nel pacchetto di testa dei grandi produttori idroelettrici nazionali, con una quota superiore al 9% dell’elettricità generata sul totale italiano, superate solo dal colosso Enel (35,9%) e dalla lombarda A2A (9,8).
Il Veneto, invece, nella produzione idroelettrica vede un unico asso pigliatutto, Enel Green Power, che custodisce la quasi totalità delle grandi concessioni, 29 su 34, e controlla circa tre quarti della produzione idroelettrica regionale, diffusa tra una mole di operatori spesso microscopici, per un totale di oltre 400 impianti tra dighe e altre tipologie di generatori più piccoli.
In questo quadro, però, si apre oggi uno spiraglio per poter mettere in discussione il dominio del gruppo a controllo statale, legato al fatto che nel 2029 molte delle grandi........
