Fecondazione eterologa, a Padova una richiesta ogni due giorni: «Si prova a fare figli sempre più tardi»

Sono una settantina gli ordini di gameti - sostanzialmente ovociti - presentati dall’inizio dell’anno dall’unità operativa di procreazione medicalmente assistita dell’Azienda Ospedale Università, diretta dalla professoressa Alessandra Andrisani, per poter procedere alla Pma eterologa, ovvero la fecondazione con la donazione esterna di ovulo (o, in minima parte, spermatozoi).

Poco più di uno ogni due giorni: un boom a fronte dei quaranta ordini dello scorso anno, quando è stato attivato il servizio in via Giustiniani, mentre la “coda” delle potenziali mamme si allunga a vista d’occhio: 138 quelle in attesa dell’arrivo di ovociti.

Nel 97% dei casi, infatti, la procreazione medicalmente assistita eterologa avviene con donazione di ovociti, solo in tre casi si è fatto ricorso a spermatozoi. Si arriva alla gravidanza nel 45% dei casi.

La fecondazione eterologa

«Siamo partiti alla grande» sorride la professoressa Andrisani, una vita dedicata a opporsi a una natura avversa, donando un figlio a chi è già genitore nell’anima: «Le richieste sono aumentate esponenzialmente, al punto che ormai l’eterologa rappresenta un terzo di tutta la Pma», spiega, «questo avviene perché si cercano i figli in età sempre più avanzata per cui la diagnosi di infertilità non arriva in tempo. Purtroppo, ancora oggi, c’è una scarsa cultura del legame tra fertilità ed età: le donne che si rivolgono a noi,........

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