menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Salvò un pilota dai nazisti, il Brasile ora lo premia: la storia di Carlo Mason

11 0
yesterday

È l’unico testimone rimasto di un episodio che risale a un periodo buio della storia. Quella con la esse maiuscola quella che ha cambiato il destino non del comune di Piombino Dese dove è avvenuta ma dell’intero mondo. Era il 4 febbraio del 1945, quando un aereo brasiliano precipitò a Torreselle. In quell’occasione il pilota si salvò grazie all’intervento del padre di Carlo, Umberto Mason, che lo sottrasse alla caccia messa in atto dai nazifascisti.

È una storia di guerra che torna alla luce oggi grazie a una testimonianza diretta, quella di Carlo Mason, 90enne di via Fossetta ed ex autista del 118 dell’ospedale di Castelfranco Veneto. Mason sarà decorato nei prossimi giorni con l’onorificenza di Cavaliere al merito aeronautico (grado Cavaliere) dal Presidente della Repubblica Federativa del Brasile.

La cerimonia si terrà martedì prossimo alle 10. 30 al Museo della Seconda guerra mondiale del fiume Po, a Fellonica (Mantova), davanti al monumento dedicato al 1° Gruppo Aviazione da Caccia brasiliano, in occasione dell’81° anniversario delle operazioni nella valle del Po dello stesso gruppo “verde oro”. È prevista anche la presenza dell’ambasciatore del Brasile.

Nonostante siano passati tanti lustri Carlo ricorda quei fatti con estrema lucidità, conservando nella memoria molti dettagli. All’epoca aveva 9 anni e si trovava in aperta campagna con il padre Umberto.

La testimonianza, insieme al ritrovamento di alcuni resti dell’aereo militare, è stata raccolta da Giulio Bortolin di Scorzè, membro del gruppo “Aerei Perduti Polesine”, che si occupa di ricerche storiche, individuazione e recupero di velivoli precipitati in Veneto durante la Seconda guerra mondiale.

Tutto è nato da una segnalazione casuale: Bortolin ha ricostruito la storia dei piloti brasiliani Danilo Marques Moura e Joel Miranda, precipitati con i loro P-47 Thunderbolt il 4 febbraio 1945, rispettivamente a Torreselle di Piombino Dese e a Castelminio di Resana. Entrambi appartenevano al 1° Gruppo cacciabombardieri della Forza aerea brasiliana, aggregato al 350° gruppo caccia bombardieri americano di stanza a Pisa. Riuscirono a paracadutarsi e furono intercettati e protetti dai partigiani e dalla popolazione locale.

«Ricordo che mio padre aiutò Danilo: nascose il paracadute tra le sterpaglie, arrotolandolo e coprendolo con delle frasche, per evitare rappresaglie dei nazisti. Di giorno veniva nascosto tra le canne di un fossato e di notte mio padre gli portava da mangiare. Poi, cessato il pericolo, lo accompagnò in bicicletta fino a Padova, da dove riuscì a rientrare lentamente verso Pisa», racconta Carlo.

Danilo continuò a pilotare aerei per la Pan Am fino a quando decise di ritirarsi e dedicarsi all’agricoltura. In Brasile è considerato un eroe nazionale, anche per aver attraversato a piedi le linee nemiche, eludendo i controlli dei militari tedeschi.

«Oggi – conclude Carlo – la figlia di Danilo e il nipote Raphael verranno a visitare il luogo dell’incidente». —


© Il Mattino di Padova