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Il soldato di Maniero esce dal carcere: dopo 23 anni Ennio Rigato è libero

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01.03.2019

PADOVA. Ennio Rigato, un nome e un cognome che evocano le pagine più sanguinose della storia criminale in terra veneta. Soldato nelle fila della mala del Brenta, imparentato con l’ex boss Felice Maniero (è fratello della prima moglie di Faccia d’Angelo, Marina Agostina Rigato). Rapinatore spregiudicato dal grilletto facile, sospettato di avere “zittito” un altro pregiudicato, Umberto Tacchetto di Sant’Angelo di Piove, trovato cadavere in un canale alla periferia di Cavarzere sei mesi dopo la rapina che gli sarebbe costata la condanna definitiva a 30 anni di carcere (ma la sua responsabilità non è stata mai provata). Domenica sarà una giornata davvero di festa per Rigato, 65 anni, padovano originario di Granze di Camin. Sarà il primo giorno da uomo libero. Dopo 23 anni, 3 mesi e 21 giorni trascorsi dietro le sbarre della casa di reclusione Due Palazzi.



Di nuovo libero

Il 3 marzo finirà di scontare la condanna a 30 anni iniziata il 10 novembre del 1995. E uscirà per sempre, anche se dall’agosto 2017 varca il cancello della struttura penitenziaria tutti i giorni (feriali) in seguito all’ammissione al lavoro esterno. Ha beneficiato di uno sconto di tre anni in seguito all’indulto, poi di altri quasi quattro anni grazie alla liberazione anticipata come previsto dalla normativa (45 giorni di sconto per ogni semestre di pena scontata sempreché non ci siano rilievi disciplinari). Nessun ostacolo al ritorno a una vita da uomo libero.



Rapina nel sangue

«Chi prese l’iniziativa di sparare a Creazzo? Semplice: io, Massimo Rigato e Stefano Ghiro eravamo all’interno della banca. A far da palo c’era Ennio Rigato. Il kalashnikov........

© Il Mattino di Padova