Ucciso con 15 coltellate a Padova, arrestato l’amico: è in carcere

La Squadra Mobile della Questura di Padova ha eseguito nella mattinata di giovedì 23 aprile l’ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dalla Procura della Repubblica e disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale, nei confronti del 47enne Samuele Donadello, accusato dell’omicidio volontario del socio in affari Marco Cossi. Alle ore 12 è indetta una conferenza stampa in Questura presieduta dal Questore della provincia di Padova Marco Odorisio.

Marco Cossi, 48 anni, originario di Latisana, a lungo residente a Noale prima di trasferirsi a Padova, è stato ucciso nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 aprile in via Isonzo a Padova.

Ad infierire su di lui sarebbe stato Samuele Donadello, classe 1979 residente a Treponti di Teolo, detto Masterchef per la professione di cuoco.

Il racconto di Vanessa Gnocco, madre dei suoi due figli: «Ho presentato quaranta denunce contro di lui per le continue violenze psicologiche e fisiche»

Martedì 22 aprile Donadello si è costituito in questura spontaneamente, accompagnato dal suo difensore di fiducia (l’avvocato Michele Dell’Agnese). Da qui la mancanza del pericolo di fuga reclamato dal provvedimento di fermo che deve tenere in considerazione il contesto sociale e familiare (l’indagato ha una residenza a Treponti di Teolo e un domicilio nell’abitazione dei genitori nella frazione di Villa.) In più si è costituito di sua volontà ma quando non c’era più la flagranza del reato.

Samuele Donadello detto Masterchef si è costituito in Questura: per ore torchiato negli uffici della Squadra Mobile, poi l’iscrizione sul registro degli indagati. Il passato difficile, il nuovo progetto del food truck con Marco Cossi, i continui rinvii dell’apertura dell’attività

Ha parlato per oltre dieci ore davanti agli investigatori, raccontando la propria verità. All’origine della lite finita nel sangue ci sarebbe stata una discussione sull’apertura ormai prossima dell’attività di food truck che vedeva impegnati sia Donadello che Cossi.


© Il Mattino di Padova