“Per il 13enne un salto nel vuoto dall’impotenza all’onnipotenza: ha messo in scena la sua vendetta come un regista bambino”
La psicoterapeuta Maura Manca e la maglietta del 13enne con la scritta vendetta
Per approfondire:
Articolo: Il “manifesto” choc del 13enne di Trescore: “Ucciderò la mia insegnante di francese. Le piace prendermi di mira”Articolo: La lettera della prof accoltellata a scuola: “Non provo né rabbia né paura. Quando potrò tornerò in classe”Articolo: Lancini: “Un 13enne che non ha nulla da perdere non è un maleducato, c’è altro. Dire ai ragazzi ‘lasciate stare i coltelli’ non funziona”Roma – Vendetta, sentimento viscerale e ossessione, uno dei motori più potenti della narrazione umana. Talmente impegnativa da credere di doverci arrivare solo nel tempo e per accumulo. A meno di non essere un cartone animato e chiamarsi Eric Cartman: narcisista, cinico, imbottito di idee pretenziose e sociopatiche. A meno di non ritrovarsi già grandi e legittimati a compierla per eccesso di torti subiti. Ma qui non siamo di fronte al conte di Montecristo o al capitano Achab. Di sicuro non c’è traccia della vendetta gloriosa di Ulisse. Scritta in rosso sulla maglietta bianca di un tredicenne, la parola è........
