Fabio Roversi-Monaco, il più immaginifico dei Magnifici: addio al giurista che ha dato una visione a Bologna

Fabio Roversi-Monaco, morto a 87 anni

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Bologna – È morto a 87 anni Fabio Roversi-Monaco. O forse no, non è morto. Può morire, infatti, un’idea? Una visione di mondo? Può morire il volto di una storia e della Storia, di Bologna e del Paese, non solo per i tanti risultati, successi e battaglie, ma anche per il dibattito, gli scontri, la discussione propria dei grandi? Giurista e accademico, al suo nome si intrecciano gran parte delle cronache bolognesi degli ultimi cinquant’anni. Fabio Roversi-Monaco nato ad Addis Abeba per ragioni familiari il 18 dicembre 1938, rigorosamente con il trattino, è associato a doppio filo all’università più antica del mondo.

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La carriera universitaria, gli incarichi, i progetti e i riconoscimenti

Libero docente dal ’67, professore all’Alma Mater di diritto costituzionale e amministrativo (dal 1972 al 2012), dal 1985 al 2000 è stato Magnifico Rettore. Ha presieduto la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna dal 2001 al 2013 ed è stato presidente di Banca Imi dal 2013 al 2016. È stato presidente di Genus Bononiae fino al 2021 e ha avuto svariate altre cariche in tutto il Paese e non solo.

Dal 1978 al 2006 è stato Direttore della Spisa – Scuola di Specializzazione in Studi sull’Amministrazione Pubblica dell’Alma Mater, dove ha promosso il primo Master per Giuristi d’impresa del nostro paese e la prima Scuola di Specializzazione in Diritto Sanitario.

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Roversi Monaco, l’università di un’epoca

Nel 2015 ha ideato il Festival della Scienza Medica ed è stato componente del Comitato scientifico di numerose riviste scientifiche (è stato fondatore e Direttore della rivista ‘Sanità Pubblica e Privata’). Oltre alla Laurea ad honorem in Medicina e Chirurgia dell’Alma Mater, al prof. Roversi Monaco è stata conferita la Laurea Honoris Causa da oltre 20 università, fra le quali il Dickinson College di Carlyle, la Brown University di Providence, l’Università Complutense di Madrid, l’Università Panthèon 1 - Sorbonne di Parigi (Paris 1), la Johns Hopkins University di Baltimore, la Soka University di Tokio, la Universidad Externado de Colombia, l’Università di San Pietroburgo, l’Università di Barcellona, la Pontificia Universidad Cattolica di Belo Horizonte, dall’Università di Salta, l’Università de Montréal, l’Università di Denver, l’Università Victoria di Melbourne, l’Università di Trieste, l’Università Statale di Samarcanda, l’Università d’Annunzio di Chieti e Pescara.

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Il ricordo più triste: la morte tragica della moglie Anna Rosa in un incidente stradale

Tutti di lui hanno conosciuto la dimensione pubblica, ma quando gli venne chiesto, in occasione dei suoi 80 anni, quali fossero stati due ricordi privati, uno triste e uno felice, che lo avevano rincorso, Roversi-Monaco non aveva avuto dubbi: “La morte tragica della mia amata moglie Anna Rosa in un incidente stradale. Per fortuna c’erano le mie quattro figlie, che mi hanno sostenuto e aiutato”. Uno felice: “Aver ricevuto la laurea honoris causa dalla Pantheon-Sorbona e, poi, la Legion d’onore”.

Ma è riduttivo sintetizzare Roversi-Monaco con biografie, agiografie, velenose ricostruzioni, attacchi, logiche d’appartenenza a cordate, logge, dimensioni esclusivamente di potere o celebrative. Per Capire Roversi-Monaco bisogna stare prima di tutto ai fatti. E un fatto è aver portato l’Università di Bologna nella sua dimensione moderna. Il più immaginifico tra i magnifici rettori, come dimostra anche il suo quadro: ogni rettore lascia un ritratto in dote all’Alma Mater. Quello di Roversi, azzurro, quasi in movimento, di grandi dimensioni, è un trattato di filosofia e antropologia. Un lascito e un monito: cosa c’è nella grandezza?

Fabio Roversi-Monaco, morto a 87 anni

Una visione educativa, culturale, comunicativa ed espansiva

Una dimensione, quella dell’Alma Mater roversiana, insomma, che ora definiremmo non solo educativa, culturale e comunicativa, ma anche espansiva: “Abbiamo restaurato, sistemato, acquisito, costruito nuovi edifici, decentrati tra Forlì, Cesena, l’Agraria al Caab a Veterinaria a Ozzano – disse in una intervista –. Oltre 1.500 miliardi di lire di interventi: ho avuto la collaborazione degli amministrativi e dei migliori docenti, anche quelli che non mi avevano votato; ho avuto ottimi rapporti con aziende e coop rosse, ci sono lapidi commemorative lasciate da esse che lo raccontano”.

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Disse no alla candidatura in ticket con Guazzaloca e rifiutò di entrare in Parlamento con Berlusconi

Era stato quasi sindaco: Guazzaloca gli chiese di candidarsi primo cittadino in ticket con lui, ma disse no perché voleva finire quanto iniziato all’università. C’è, infine, il Roversi-Monaco privato: l’uomo, il padre e il nonno. ‘Fabio il Magnifico’ è il titolo della biografia scritta dal giornalista Luciano Nigro, edita da Vallecchi. A Nigro, Roversi-Monaco ha svelato tanti retroscena: il rifiuto, per esempio, di entrare in Parlamento o di diventare Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia; i motivi per i quali disse no a Berlusconi che lo voleva ministro. Successi e sconfitte, incontri con grandi personaggi e delusioni. Una vita come tante. O forse no.

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