“Clean 2”, il carabiniere a processo. Pappalardo parla in Aula: “Lo stalking alla mia ex? Iniziative dei colleghi” |
Il carabiniere in congedo Maurizio Pappalardo
Per approfondire:
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Coinvolgimenti e capi di imputazione
Nel procedimento erano coinvolti anche Antonio Scoppetta, carabiniere forestale già appartenente al Nucleo di polizia giudiziaria, che aveva scelto il rito abbreviato ed è già stato condannato a 4 anni e 6 mesi (con ricorso in Appello) e l’imprenditore Carlo Primo Boiocchi, che aveva visto accolta la richiesta di “messa alla prova” con l’avvio di un percorso di riabilitazione con lavori di pubblica utilità. I reati contestati, a vario titolo, sono corruzione, induzione indebita, peculato e stalking.
L’ex fidanzata di Pappalardo
Nella precedente udienza, giovedì scorso, era stata ascoltata (a porte chiuse) l’ex fidanzata di Pappalardo, vittima dello stalking.
La versione dell’imputato
La versione dei fatti dell’imputato è quella di “essere caduto in uno stato di profonda crisi quando lei, nel novembre del 2019, mi aveva lasciato pochi giorni dopo che insieme avevamo annunciato le nostre future nozze. Le gomme della sua auto sgonfiate? Gli apostamenti sotto il suo appartamento? Le lettere contro di lei e il suo nuovo compagno? Sono iniziative che hanno preso alcuni miei ex colleghi, vedendomi così distrutto: ho perso 20 chili e sono finito in cura da uno psicologo. È vero, ho sbagliato: non avrei dovuto assecondare queste azioni dei miei colleghi è stata una stupidaggine da parte mia. Ma ogni mio gesto era mirato solo al desiderio che lei tornasse con me”.
Giustificazioni relative al peculato
In merito al peculato, per essersi recato più volte fuori dal territorio provinciale di competenza con auto di servizio, Pappalardo ha giustificato le trasferte “quando dovevo assumere notizie riguardanti inchieste avviate sul territorio pavese. Se andavo fuori provincia, utilizzavo l’auto di servizio”.
Rapporti e relazioni professionali
Per la sue rete di rapporti: “Sono stato il referente del comando provinciale dell’Arma nei rapporti con la Procura. Il dottor Mario Venditti, quando era procuratore aggiunto, mi chiamava spesso per avere informazioni. Erano rapporti quotidiani, non potevo sottrarmi: l’avevo fatto anche con i suoi predecessori. Ho sempre avuto ottimi rapporti, quasi famigliari, con Scoppetta e gli altri componenti della polizia giudiziaria”.
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