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Stalking e diffamazione, per le attiviste femministe si profila l’archiviazione. Il pm: “Manca la abitualità tipica della persecuzione”

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13.02.2026

Le tre scrittrici attiviste indagate per stalking: Benedetta Sabene, Carlotta Vagnoli e Valeria Fonte

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Monza, 13 febbraio 2026 - Sottoposto a una "gogna digitale" in cui veniva definito un abuser e un manipolatore, tanto da trovarsi escluso da collaborazioni ed eventi e addirittura spinto ad un gesto estremo. Ora la Procura di Monza, col pm Alessio Rinaldi, ha chiesto l'archiviazione dall'accusa di atti persecutori per le due attiviste femministe Carlotta Vagnoli e Valeria Fonte, entrambe note sui social, nonché per la scrittrice esperta di relazioni internazionali Benedetta Sabene. Sono state le stesse Vagnoli e Fonte a dare notizia del provvedimento sui social.

La vicenda inizia nel dicembre 2023

La vicenda era iniziata nel dicembre 2023, quando la presunta vittima aveva iniziato una relazione con un'altra attivista, frequentata dalle due indagate. Ma sarebbe emerso un flirt con un'altra donna dello stesso gruppo e da qui, secondo le accuse, sarebbe partita una "vessazione pubblica" a cui avrebbe partecipato, oltre alle due attiviste, anche Benedetta Sabene. A metà febbraio il giovane aveva tentato il suicidio, salvato dai carabinieri di Sesto San Giovanni.

Poi aveva deciso di presentare denuncia e come testimone era stata ascoltata la social media strategist e critica Serena Mazzini, conosciuta online come Serena Doe, che sarebbe stata a sua volta presa di mira da Vagnoli e Fonte ed aveva a sua volta denunciato per diffamazione. Nella conclusione delle indagini preliminari il pm monzese Alessio Rinaldi aveva ritenuto gli atti persecutori a vario titolo contestati il risultato di una "campagna denigratoria ed offensiva". Ora nella richiesta di archiviazione il pm ritiene che non esistano "chat pubbliche direttamente riferibili alle accuse di comportamenti manipolatori/abusatori" quindi percepibili dalla vittima allo scopo di porre in essere atti di persecuzione e mancano il nesso causale e la "abitualità" dei comportamenti tipica dello stalking. L'avvocata Barbara Indovina, che rappresenta Serena Mazzini, ha già annunciato che presenterà opposizione alla richiesta di archiviazione al gip del Tribunale di Monza.

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