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Sfregiata al volto con una tazzina di caffè a Brugherio: chiesti 5 anni di carcere per la vicina di casa

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02.03.2026

Le due donne erano vicine di pianerottolo. Durante la lite sono intervenuti i carabinieri (foto di repertorio)

Per approfondire:

Articolo: Brugherio, sfregiata al volto con una tazzina dalla vicina di casa: “Faccio violentare tua figlia”Articolo: Brugherio, sfregiata al volto dalla vicina di casa con il coccio di una tazzina. Il racconto della vittima

Brugherio (Monza Brianza), 2 Marzo 2026 - Ha sfregiato al volto la vicina di casa, perseguitata insieme alla figlia. La Procura di Monza ha chiesto la condanna a 5 anni di reclusione per C.S., italiana di 48 anni, a processo al Tribunale di Monza per lesioni permanenti al viso, stalking ed evasione.

Le vittime

Vittime L.D., coetanea di origini romene (che ha denunciato di essere stata aggredita il 4 ottobre del 2022 dalla donna che allora si trovava agli arresti domiciliari) e la figlia adolescente che vive con lei nelle case popolari di Brugherio. Le due si sono costituite parti civili chiedendo una provvisionale sui risarcimenti dei danni rispettivamente di 45mila e 2.500 euro.

Il racconto

“All'inizio i rapporti di vicinato erano buoni, poi una notte  è venuta alle 2 a bussare alla port a perché voleva un caffè e una sigaretta e le ho detto di non farlo mai più - ha raccontato L.D. davanti ai giudici - .Da allora ha iniziato a insultarmi e minacciarmi dicendomi torna in Romania, ti butto l'acido in faccia, in cantina ho una pistola ti ammazzo quando voglio, faccio violentare tua figlia. Una vicina l'ha vista fuori dalla porta di casa con un coltello in mano".

Capodanno 2019

La situazione era già precipitata a Capodanno 2019 quando il cane dell'imputata, terrorizzato dai fuochi di artificio, era entrato nella casa della vittima e per riaverlo la padrona le avrebbe messo le mani addosso. Erano intervenuti i carabinieri ed erano iniziate a partire le denunce.

"Io e mia figlia abbiamo dovuto cambiare stile di vita, ho paura soprattutto per lei - ha aggiunto L.D. - Abbiamo messo le telecamere per paura che ci entrasse in casa, usciamo sempre insieme, anche per buttare la spazzatura e stiamo a casa il meno possibile, solo per dormire". Fino allo sfregio di tre anni fa.poi lo sfregio.

"Per sei mesi ho mangiato solo con la cannuccia, non dormivo, avevo attacchi di panico, sono dovuta andare dalla psicologa. Ho perso il lavoro di badante perché sono stata troppo tempo in malattia ma non mi veniva pagata e non tornerò mai più come prima".

Lo sfregio e la versione dell’imputata

"Ero uscita in cortile per bere un caffè e fumare una sigaretta e lei come al solito mi ha seguito insultandomi perché il suo obiettivo è mandarmi via dalla casa dell'Aler - aveva raccontato l'imputata -. Mi ha dato uno schiaffo e allora l'ho presa per i capelli e siamo cadute a terra e la tazzina che avevo in mano si è rotta. Mi dispiace che sia rimasta ferita". 

Il difensore dell'accusata ritiene che la lesione al volto non possa essere considerata tra quelle permanenti e che non sussiste lo stalking perché anche le presunte vittime tenevano un comportamento ostile n ei confronti della vicina di casa. A metà mese la sentenz a.

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