Colpo da 500mila euro in casa di un’anziana di Monza: condannata la coppia di truffatori
Ancora truffe ai danni degli anziani
Per approfondire:
Articolo: Arrestato truffatore seriale degli anziani in “trasferta” a MilanoArticolo: Monza, arrestati i maghi delle truffe agli anziani. Avevano svuotato una cassaforteMonza, 2 Marzo 2026 - Accusati di nove truffe con furto commessi in tutta Italia ai danni degli anziani con la tecnica della telefonata dal finto avvocato o rappresentante delle forze dell'ordine che chiede soldi per evitare guai a figli o nipoti.
Il caso più eclatante a fine 2024 a Monza, dove sono riusciti a farsi aprire da una 73enne anche la cassaforte, prelevando contanti e gioielli per mezzo milione di euro. Ma a tradire la coppia di malviventi è stato un foglio caduto in casa di una delle vittime con le generalità del 34enne napoletano che veniva informato della sospensione della patente di guida.
Il processo
Oggi al processo con il rito abbreviato il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Monza Andrea Guadagnino ha inflitto 5 anni e mezzo di reclusione a Giuseppe De Pascale e 2 anni e 5 mesi di reclusione a Sara Bombino, milanese di 32 anni, che nei colpi stava sotto le abitazioni delle vittime facendo da "palo".
Entrambi si trovano ancora agli arresti domiciliari dopo essere stati catturati lo scorso dicembre dagli uomini della Procura di Monza. La 73enne si è costituita parte civile al processo e ha ottenuto 100mila euro di provvisionale sul risarcimento dei danni. Le indagini sono partite proprio da questo maxi furto di gioielli.
L’anziana raggirata
L'anziana ha raccontato di avere ricevuto alcune telefonate sul proprio numero fisso da un uomo che sapeva il nome del figlio e le ha chiesto di consegnare 7mila euro altrimenti il congiunto, finito nei guai, sarebbe andato in carcere.
Dopo pochi minuti alla porta della 73enne si era presentato il 34enne, che era riuscito anche a farsi dare la combinazione per aprire la cassaforte, svuotandola di ori e preziosi per 500mila euro. Dopo la denuncia, attraverso le immagini della videosorveglianza della zona i poliziotti sono riusciti a individuare l’auto, con a bordo un uomo e una donna, che si allontanava dal luogo del furto.
È stato tra l’altro documentato che il 34enne la mattina dopo il furto commesso a Monza si è fatto accompagnare alla stazione di Milano Centrale per prendere un treno per Napoli, trasportando con sé la refurtiva all’interno di un trolley.
Gli altri colpi
Da successive indagini sono stati imputati ai due italiani 9 episodi analoghi, 4 commessi a Monza, uno a Giussano, un altro a Cavenago, uno a Milano, uno ad Aosta e uno in provincia di Firenze, con refurtiva recuperata per oltre 550mila euro tra denaro, gioielli e orologi. I due arrestati, sempre secondo le indagini, avrebbero fatto parte di “una più ampia organizzazione criminale” che comprende addetti al recupero dei dati sensibili e telefonisti per mettere a segno i colpi.
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