Brugherio, vicina di casa sfregiata al volto con una tazzina di caffè: pesante condanna a 8 anni e mezzo
Le due donne erano vicine di pianerottolo. Durante la lite sono intervenuti i carabinieri (foto di repertorio)
Per approfondire:
Articolo: Sfregiata al volto con una tazzina di caffè a Brugherio: chiesti 5 anni di carcere per la vicina di casaArticolo: Brugherio, sfregiata al volto dalla vicina di casa con il coccio di una tazzina. Il racconto della vittimaArticolo: Brugherio, sfregiata al volto con una tazzina dalla vicina di casa: “Faccio violentare tua figlia”Brugherio (Monza Brianza), 16 Marzo 2026 - Condannata a 8 anni e 6 mesi di reclusione, tre anni e mezzo in più di quanto chiesto dalla Procura, per lo sfregio al volto della vicina di casa, perseguitata insieme alla figlia.
E' la pena decisa dal Tribunale di Monza per C.S., italiana di 48 anni, imputata di lesioni permanenti al viso, stalking ed evasione. Vittime L.D., coetanea di origini romene (che ha denunciato di essere stata aggredita e ferita al viso con il coccio di una tazzina del caffè il 4 ottobre del 2022 dalla donna che allora si trovava agli arresti domiciliari) e la figlia adolescente che vive con lei nelle case popolari di Brugherio.
Le minacce
Le due si sono costituite parti civili con gli avvocati Andrea Aprile e Tamara Susato ottenendo una provvisionale sui risarcimenti dei danni rispettivamente di 15mila e 2mila euro. "All'inizio i rapporti di vicinato erano buoni, poi una notte è venuta alle 2 a bussare alla porta perché voleva un caffè e una sigaretta e le ho detto di non farlo mai più - ha raccontato L.D. davanti ai giudici - Da allora ha iniziato a insultarmi e minacciarmi dicendomi torna in Romania, ti butto l'acido in faccia, in cantina ho una pistola ti ammazzo quando voglio, ti faccio violentare tua figlia. Una vicina l'ha vista fuori dalla porta di casa con un coltello in mano".
Lo sfregio
Erano iniziate le denunce, fino allo sfregio di tre anni e mezzo fa. "Per sei mesi ho mangiato solo con la cannuccia, non dormivo, avevo attacchi di panico, sono dovuta andare dalla psicologa. Ho perso il lavoro di badante perché sono stata troppo tempo in malattia ma non mi veniva pagata e non tornerò mai più come prima".
La difesa
"Ero uscita in cortile per bere un caffè e fumare una sigaretta e lei come al solito mi ha seguito insultandomi perché il suo obiettivo è mandarmi via dalla casa dell'Aler - sostiene invece l'imputata - mi ha dato uno schiaffo e allora l'ho presa per i capelli e siamo cadute a terra e la tazzina che avevo in mano si è rotta. Mi dispiace che sia rimasta ferita".
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