Il semestre filtro di Medicina alla prova del Tar. Ricorsi a pioggia, prime bocciature: "L’imparzialità non è stata violata"

Il primo appello del semestre filtro di Medicina alla Statale di Milano

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Milano – Dopo i ricorsi a pioggia contro il semestre filtro di Medicina, arrivano le prime cinque ordinanze “fotocopia“ emesse tra il 13 e il 16 marzo dal Tar del Lazio che rigetta - in tutti i casi - l’istanza cautelare invocata dagli studenti di 16 università italiane, Statale di Milano inclusa, perché "non sussistono i presupposti". In particolare, "ferme restando le più compiute valutazioni che potranno essere operate in sede di merito", il Tribunale amministrativo del Lazio non censura le modifiche apportate in corso d’opera dal Ministero, anche "ripescando ai fini del punteggio i voti rifiutati del primo appello".

Il provvedimento

"Il predetto meccanismo, per quanto macchinoso, riposa sull’esigenza di bilanciare, in uno con l’avvertita necessità di saturare per quanto possibile i posti disponibili, quella di tutelare l’affidamento dei candidati rispetto alle regole della competizione", si legge nei provvedimenti. I giudici ripercorrono le regole del gioco, l’ordine della graduatoria e concludono che "un siffatto bilanciamento era senz’altro necessario". E, ancora, "è senz’altro possibile ritenere che il meccanismo delineato non fosse l’unico possibile attraverso cui il Ministero avrebbe potuto conseguire la copertura del contingente, ma è altresì da ritenere che le scelte adottate operino un bilanciamento non manifestamente irragionevole di tutti gli interessi in gioco". Non si configura quindi "alcuna violazione dei principi di imparzialità, ragionevolezza, legittimo affidamento, par condicio, legalità e buon andamento".

La doccia fredda dei primi esami

I correttivi apportati col decreto ministeriale 1115/2025 dopo la doccia fredda dei primi esami - quando solo pochissimi candidati (tra il 10 e il 15%) aveva superato tutti e tre gli esami (ovvero Fisica, Chimica, Biologia) - "non ha travolto integralmente le originarie regole della procedura introducendone altre ma, con le nuove disposizioni, ne ha in sostanza integrato i risultati, in termini compatibili con la par condicio concorsuale e del legittimo affidamento, consentendo a una platea più ampia di studenti di essere inserita nella graduatoria".

Escluse le “violazioni di anonimato”

Sono state escluse dal Tar anche le "violazioni dell’anonimato" durante le prove d’esame denunciate dai ricorsisti, che contestavano le etichette con i codici numerici applicate direttamente al banco e poi ritirate dal personale in aula, col rischio di collegare il compito al candidato. Il Tar precisa che "non risulta in alcun modo che al termine delle prove i compiti siano consegnati nelle mani della commissione e non chiusi negli appositi contenitori". Istanza cautelare rigettata quindi, mentre si progetta il secondo “semestre filtro“. ll testo integrale dell’ordinanza dovrà essere pubblicato ora sul sito del Ministero dell’Università e della Ricerca per l’eventuale integrazione dei documenti, prima di entrare “merito“ di ogni ricorso.

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