Viaggi, ora l’Asia è più lontana /
a lungo raggio
Per approfondire:
Articolo: Pasdaran: “Uccideremo Netanyahu”. Dagli scanner ai bodyguard mascherati, i segreti del ‘bunker mobile’ di BibiArticolo: "Meno collegamenti aerei. I prezzi aumenteranno se la crisi continua"Articolo: "Tre le aree critiche: Oriente, Egitto e Stati Uniti"Non c’è solo il turismo, ma è in bilico tutto il settore dei viaggi. In tempo di guerra e davanti a certe immagini pare assurdo parlare di vacanze a rischio. Ma le conseguenze del conflitto in Iran e, in particolare, le ripercussioni sui viaggi internazionali pesano su un settore economico che vale – a seconda delle stime e di cosa si considera – fra il 10 e il 13% del Pil. Non c’è solo chi parte, ma anche chi arriva per visitare l’Italia, chi viaggia per lavoro e chi si sposta per raggiungere famiglie e affetti.
La strozzatura delle rotte fra Ovest ed Est è in effetti senza precedenti. Fatta eccezione per le compagnie cinesi che continuano a volare sopra la Russia, il corridoio più diretto per Cina, Giappone, Thailandia è bloccato. Sull’Iran nel mirino dei bombardamenti non si può ovviamente passare. E lavorano a regime ridotto alcuni dei principali hub aeroportuali di Emirati e Qatar come Dubai (scalo numero uno al mondo), Abu Dhabi e Doha, località bersagliate da droni e missili iraniani, sede di alcune compagnie aeree particolarmente forti proprio sui collegamenti fra Ovest e Est. E così gli aerei passano attraverso uno stretto collo di bottiglia sopra i cieli del Caucaso, con l’eccezione di alcune compagnie del nord Europa che utilizzano la rotta artica.
E poi ci sono i costi del carburante, schizzati verso l’alto dall’inizio della guerra nel Golfo. I prezzi per i prossimi mesi non hanno ancora assorbito completamente i rincari ma è possibile che lo facciano. È come se le distanze fossero diventate più lunghe.
In questo clima di incertezza la Fiavet – federazione italiana agenzie di viaggi – ha denunciato una perdita prevista di 71mila euro di fatturato ad agenzia per quest’anno. I dati sono ipotetici, frutto di un’indagine fatta fra associati, ma le stesse agenzie parlano di un 38% di cancellazioni per le destinazioni a lungo raggio. "Se l’instabilità dovesse persistere, le festività pasquali sono considerate a rischio ‘bagno di sangue’ per il settore turistico – ha detto Luana De Angelis, vice presidente vicario Fiavet – . La preoccupazione principale riguarda il blocco dei voli e l’incertezza che scoraggia le nuove prenotazioni".
Proprio per affrontare le preoccupazioni del settore, la ministra del Turismo, Daniela Santanché, ha convocato un tavolo di confronto con il settore per giovedì prossimo. "L’obiettivo – spiegano dal ministero – è discutere le sfide e le possibili soluzioni per il settore.
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