Spiava e perseguitava le vicine di pianerottolo: 55enne patteggia sei mesi di carcere per stalking

Il tribunale di Como (immagine di repertorio)

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Casnate con Bernate (Como), 6 marzo 2026 – Era stato arrestato a settembre, finito prima in carcere e poi ai domiciliari con l’accusa di stalking continuato: M. M., 55 anni di Casnate, era accusato di aver ripetutamente spiato le vicine di casa tentando di osservarle attraverso lo spioncino della porta, dopo aver raggiunto il loro pianerottolo indossando solo short e canottiera, per poi masturbarsi. Ora l’uomo, difeso dagli avvocati Anna Viganò e Davide Carughi, ha patteggiato sei mesi di condanna ed è tornato in libertà. I fatti erano stati commessi nei confronti di quattro vicine di condominio, che lo avevano denunciato. 

Le telecamere nascoste 

Ma due di loro avevano anche installato delle piccole telecamere sulla porta di ingresso, che si attivavano solo quando qualcuno si avvicinava. Il sostituto procuratore di Como Antonia Pavan, oltre alle dichiarazioni delle donne, durante le indagini ha potuto anche visionare le immagini che riprendevano le condotte dell’uomo, decidendo di chiedere una misura cautelare per mettere fine a comportamenti che proseguivano da tempo e che avevano condizionato le abitudini delle vittime, impaurite dall’idea di poterlo incrociare in garage o negli spazi comuni. 

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Riflessi psicologici 

Una di loro, aveva persino cambiato casa, a causa degli attacchi di panico causati dalla presenza del vicino, del quale ormai erano note le abitudini. Inizialmente il giudice aveva previsto il carcere come misura adatta a tutelare le vittime, che poi era stato trasformato in arresti domiciliari quando aveva ottenuto la possibilità di essere ospitato in una casa diversa dalla sua di residenza, dove aveva commesso i reati.  

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