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Baby Gang, la villa blindata, le armi e i soldati “pronti a combattere fino alla morte”

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19.03.2026

Baby Gang con le armi

Per approfondire:

Articolo: Baby Gang fra le mitragliatrici, il ‘fortino’ e il naso spaccato alla fidanzata. “Violenza, armi, potere: così ha costruito l’immagine da trapper”Articolo: Baby Gang e i video del viaggio in Iraq: “Ho sparato con i bazooka”. E l’ipotesi della fuga: “Vado in Palestina”

Calolziocorte (Lecco) , 19 marzo 2026 – Si erano coniati il loro nome, il gruppo “No parla tanto” che identificava gli amici e fiancheggiatori del venticinquenne Zaccaria Mouhib, il trapper Baby Gang.

Così solidali tra loro gli Npt, “pronti a combattere fino alla morte”, e certi della loro forza, al punto di ribattezzare persino su Google Maps la zona di loro proprietà con la loro sigla, l’area compresa tra le palazzine popolari di via Di Vittorio e la villetta blindata del trapper.

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L’assalto alla villa-bunker

Per entrare, martedì mattina all’alba, i carabinieri hanno dovuto organizzarsi anche con squadre speciali e il monitoraggio dell’elicottero, consapevoli della presenza di armi anche da guerra e del livello di reattività della banda di fedelissimi.

Tutti finiti in carcere, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare del Gip di Lecco, che ha recepito le risultanze delle indagini condotte da carabinieri e Procura di Lecco.

Il trapper Baby Gang di nuovo in carcere

In cella con i suoi “soldati”

Oltre a Mouhib, in cella sono finiti Aymen Najim, 25 anni, Walid Benchrifa 27 anni, Mohamed Helal, 20 anni, Ahmed Amar Bokhtache, 21 anni e Aldo Tommaso Sirianni, 20 anni tutti di Calolziocorte, e Luca Soro, 23 anni di Abbiategrasso.

Il Gip ha inoltre disposto il divieto di dimora in provincia di Lecco per Vincenzo Meci, 50 anni di Garlate e Akram Anbari, 23 anni di Primaluna.

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Le armi

Impressionante la quantità e il giro di armi che vengono contestate a Mouhib e ad alcuni del gruppo - Najim, Anbari, Soro e Meci - a vario titolo in circa un anno: pistole Beretta, Ruger, Bruni, Browning, con silenziatori e puntatori laser, una anche con matricola abrasa, e un fucile da guerra Ak47 e una mitragliatrice Skorpion.

La “spregiudicatezza” nel detenere e portare con sé armi, è dimostrata da vari episodi intercettati: per esempio, il 12 agosto, mentre Baby Gang sta contrattando in casa sua con un rapper emergente di Trento la fusione tra i loro due gruppi, e chiede a Najib di raccontare quando stava per estrarre una pistola per evitare un controllo di polizia per strada.

L’aggressione ai romeni

Allo stesso modo, è ritenuto fortemente indicativo l’episodio avvenuto il 15 giugno 2025, pochi giorni prima del compleanno di Baby Gang, quando con il solito gruppo - Najim, Benchrifa, Helal, Bokhtache e Sirianni - aveva aggredito tre romeni che stavano passando sul marciapiede in corso Europa, davanti a casa del trapper.

Accusati pretestuosamente di essere ladri, erano stati dapprima rapinati di bancomat e altri oggetti, per poi costringerli a sedersi a terra, essere trascinati dietro la casa e picchiati, fino a spaccare un dente a uno di loro.

Guadagnandosi l’accusa di rapina e sequestro di persona in concorso, e il solo Baby Gang di violenza privata per avergli intimato di non rivolgersi alle forze dell’ordine. Ma tutta l’aggressione era stata filmata e poi divulgata online.

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