Baby Gang fra le mitragliatrici, il ‘fortino’ e il naso spaccato alla fidanzata. “Violenza, armi, potere: così ha costruito l’immagine da trapper”
Baby Gang con le armi
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Articolo: Baby Gang, il trapper (di nuovo) in carcere: arrestato per armi, rapina e maltrattamenti. Nei guai anche il suo “entourage criminale”Articolo: “Non hai diritto di parola” e le spacca il naso: Baby Gang e le accuse di violenza sulla fidanzataArticolo: Baby Gang e i video del viaggio in Iraq: “Ho sparato con i bazooka”. E l’ipotesi della fuga: “Vado in Palestina”Calolziocorte (Lecco, 17 marzo 2026 – Armi in abbondanza acquisite e cedute in continuazione, umiliazioni e botte alla fidanzata, fino a spaccarle il setto nasale, video girati e divulgati a ripetizione, che lo riprendevano mentre sparava con la mitraglietta nel giardino di casa, o mentre provava armi da guerra nel deserto dell’Iraq. Una spedizione punitiva con un violento pestaggio per affermare il dominio del territorio, ribattezzato come un fortino anche nella geolocalizzazione di Google Maps, e anche una rapina. Sempre, mostrando un costante disprezzo per ogni provvedimento del giudice, la sorveglianza speciale vissuta come un passatempo.
Baby Gang nei video con le armi
Condotte da esibire ogni giorno per affermare prepotenza e potere, per costruire “un’immagine di persona violenta, senza paura, incline alla violenza e all’uso di armi”, che ha “contribuito a utilizzare per pubblicizzare la sua immagine pubblica di trapper”, anche nei suoi video musicali. E che ora si sono tradotte in 150 pagine di accuse nei confronti del trapper Baby Gang, andato incontro all’ennesimo arresto, con il suo gruppo di fedelissimi.
L’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Lecco Gianluca Piantadosi, all’esito delle indagini dei carabinieri di Lecco, ha condotto in carcere Zaccaria Mouhib, vero nome del cantante ventiquattrenne di Calolziocorte, assieme a otto coetanei, mentre altri tre sono stati sottoposti a divieto di dimora. I militari sono partiti da alcuni episodi e soggetti di una precedente indagine conclusa a settembre, nella quale Baby Gang era stato arrestato in flagranza di reato per detenzione di armi clandestine, e ora era ai domiciliari in comunità.
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Pesante anche l’accusa di maltrattamenti: per due anni la sua compagna, una ragazza di 22 anni, è stata sottoposta ogni giorno a vessazioni fisiche e psicologiche (come “Tu non hai diritto di parola”) e obbligata a pulire la casa. Le ha spaccato il naso, quando ha scoperto che aveva aperto un account Instagram.
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Il 15 giugno scorso, invece, tre giovani romeni che stavano passando a piedi vicino all’abitazione del trapper, erano stati accerchiati, trascinati dietro casa, accusati di essere ladri e picchiati da Mouhib e altri cinque, fino a spaccargli i denti.
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