Cede un altro tratto della passerella ciclopedonale sull’Adda: quinto crollo in poco più di un mese

Ecco come è ridotta la passeralla accanto al ponte che unisce Maccastrona a Crotta

Per approfondire:

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Un nuovo cedimento ha aggravato ulteriormente la situazione della passerella ciclopedonale della ciclovia VenTo, sul ponte che collega Maccastorna e Crotta d’Adda. Nel pomeriggio di lunedì 30 marzo, intorno alle 15.20, una delle ultime campate rimaste agganciate al viadotto è crollata nell’alveo del fiume Adda, provocando un nuovo allarme tra amministratori e residenti.

Si tratta del quinto episodio in poco più di un mese, dopo i cedimenti già registrati il 13, 16 e 19 febbraio e il primo marzo. I vari tronconi finiti in acqua rappresentano ora un potenziale ostacolo al regolare deflusso del fiume, contribuendo ad alimentare le preoccupazioni legate alla sicurezza idraulica dell’area.

La zona era già interdetta al pubblico da circa due mesi e delimitata con transenne per evitare l’accesso.

Il quinto crollo della passerella sull'Adda tra Maccastrona e Crotta

Gli interventi

Dopo l’ultimo crollo, sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Cremona, per i sopralluoghi tecnici, mentre il sindaco di Crotta d’Adda, Sebastiano Baroni, ha raggiunto immediatamente il luogo dell’accaduto per verificare di persona la situazione. “È precipitato il secondo troncone della parte lodigiana – ha spiegato –. La scorsa settimana abbiamo svolto un lungo incontro sul posto con i tecnici della Procura, i sindaci, l’Agenzia interregionale per il fiume Po e le forze dell’ordine. Siamo entrati nelle aree sotto custodia, per effettuare valutazioni tecniche, con la speranza di procedere rapidamente”.

L’attenzione ora è concentrata sulle operazioni di rimozione dei resti, che potranno partire solo dopo l’autorizzazione delle Procure di Lodi e Cremona. Proprio l’Agenzia interregionale per il fiume Po ha già inoltrato una richiesta urgente, per ottenere il via libera all’accesso nelle aree sequestrate e avviare gli interventi direttamente nell’alveo.

Al dossier è stato allegato un piano operativo elaborato dall’impresa incaricata, con parere favorevole della direzione lavori. L’intervento dovrebbe partire dalla sponda cremonese del fiume per poi proseguire su quella lodigiana. Secondo quanto previsto, le operazioni potranno essere effettuate senza interrompere la circolazione sul ponte e lungo la strada provinciale 196.

Nonostante la pianificazione tecnica, i tempi restano incerti e la tensione tra gli amministratori locali continua a crescere.

Le reazioni

Il sindaco di Maccastorna, Fabrizio Santantonio, ribadisce la necessità di accelerare le decisioni e capire le modalità: «Ciò che era urgente è diventato urgentissimo. Non si può più rimandare: qui è in gioco la sicurezza del fiume, del ponte e delle persone. Occorre recuperare i tronconi caduti in acqua e predisporre un piano chiaro per smantellare la parte rimasta sul ponte, ormai ridotta al solo troncone centrale».

Il primo cittadino sottolinea inoltre come il trascorrere del tempo rischi di compromettere la fiducia nelle istituzioni coinvolte: «Più passa il tempo, più diventa difficile mantenere credibilità. Servono risposte rapide per mettere in sicurezza questa emergenza e portare a termine un progetto importante come quello della ciclovia».

Anche dal versante cremonese si insiste sulla necessità di indicazioni certe. “A quasi due mesi dai primi cedimenti non abbiamo ancora una risposta definitiva su modalità e tempi di intervento – ha aggiunto Baroni –. Il recupero sarà complesso: probabilmente sarà più semplice rimuovere i pezzi già caduti nell’alveo che quelli rimasti sospesi sul ponte. Una volta recuperati, i monconi verranno trasferiti in un’area dedicata per consentire ulteriori accertamenti tecnici. Attendiamo che venga chiarito come e quando si interverrà: qui manca ancora un passaggio decisivo e la situazione va risolta al più presto”.

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