Tram deragliato: due testimoni convocati dai pm. Chi sono e perché saranno ascoltati |
Il tram deragliato il 27 febbraio scorso
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I testimoni in Procura
Secondo le prime informazioni, i ghisa hanno accompagnato in Procura uno degli ispettori del controllo di esercizio di superficie che era sul posto quel pomeriggio e il collega che il conducente del tram Pietro M. avrebbe chiamato dopo l'incidente.
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Con ogni probabilità, gli investigatori vogliono verificare con loro l'esatta sequenza andata in scena nei minuti immediatamente successivi al deragliamento di viale Vittorio Veneto, che ha provocato la morte di Okon Johnson Lucky e Ferdinando Favia e il ferimento di altri 54 passeggeri.
I rilievi sul luogo dell'incidente
L'autista indagato
Il tranviere sessantenne, con 34 anni di esperienza in Atm, è indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose. L'uomo ha raccontato di aver accusato un malore e di aver perso il controllo del 9, saltando la fermata all'incrocio con via Lazzaretto e non attivando lo scambio per inserire la modalità "dritto".
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Nella sua versione, il mancamento sarebbe stato provocato dal dolore crescente per una botta all'alluce del piede sinistro, rimediata circa mezz'ora prima in piazza Oberdan mentre aiutava un disabile in carrozzina a salire sul mezzo pubblico.
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Gli accertamenti investigativi
Gli agenti di piazza Beccaria stanno analizzando il telefono del conducente per capire se abbia prodotto traffico nei secondi precedenti all'uscita dai binari, quindi per accertare se la causa dell'incidente sia effettivamente il malore o una distrazione fatale.
Nei prossimi giorni, saranno passati al setaccio anche i dati registrati dalla scatola nera del Tramlink.
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